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Economia

  • Prima Notizia 24
  • Milano - Martedì 27 Ottobre 2026, 14:55

Eolico offshore e porti hub, la Blue Economy spinge la competitività dell'Italia nel Mediterraneo

Presentate a Milano le ricerche del Blue Economy Monitor firmate da Intesa Sanpaolo e Sda Bocconi: il mare al centro delle sfide su energia, connessioni digitali e transizione ecologica.

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La nuova competizione globale per la sicurezza delle infrastrutture, l'approvvigionamento energetico e la trasmissione dei dati si gioca nello spazio marittimo, assegnando al bacino del Mediterraneo un ruolo determinante per il futuro economico e industriale dell'Europa.

È il quadro delineato dai due nuovi studi condotti dal Blue Economy Monitor, l'osservatorio promosso da Intesa Sanpaolo in collaborazione con la Sda Bocconi School of Management per analizzare le dinamiche dell'economia del mare e il suo apporto alla crescita sostenibile del Paese.

I report evidenziano come la posizione geografica dell'Italia, unita all'eccellenza delle filiere industriali interne attive nei settori della cavetteria sottomarina, dell'ingegneria offshore, della cantieristica e delle telecomunicazioni, offra alla penisola l'opportunità di consolidarsi come snodo strategico nei flussi energetici e digitali tra il continente europeo, l'Africa e il Medio Oriente.

In questo scenario, i porti nazionali sono chiamati a completare un'evoluzione strutturale per trasformarsi in piattaforme operative della transizione ecologica, capaci di intercettare le filiere industriali legate all'eolico offshore, all'elettrificazione delle banchine e alla decarbonizzazione dei trasporti.

Dai cavi sottomarini che veicolano il 99% del traffico dati mondiale fino all'integrazione delle nuove reti elettriche marine, lo sviluppo di ecosistemi produttivi legati alla Blue Economy si conferma un fattore chiave per la tenuta competitiva dell'Italia nei prossimi decenni.

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