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- Roma - Martedì 27 Ottobre 2026, 13:40
Archivi, la memoria italiana trova una porta unica. E per le origini familiari arriva il progetto di un’app
Il nuovo Portale Archivi Nazionali supera le interfacce di oltre quaranta sistemi. Tarasco: accessi più semplici e servizi omogenei. Antenati manterrà la propria autonomia, con uno strumento in progetto per agevolare la ricerca genealogica.
di Maurizio Pizzuto
La storia di una famiglia, le carte di un’impresa, i documenti custoditi negli Archivi di Stato: percorsi di ricerca diversi che potranno partire da un unico punto di accesso. Apre al pubblico il Portale Archivi Nazionali, presentato nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, con l’obiettivo di superare la frammentazione delle piattaforme e rendere più semplice la consultazione del patrimonio archivistico.
A sintetizzare la portata della riorganizzazione è stato Antonio Tarasco, direttore generale Archivi del MiC(Nella foto): «Oggi noi celebriamo un battesimo e più di quaranta funerali». Una formula provocatoria per descrivere il superamento delle vecchie interfacce, accompagnato dal recupero dei loro contenuti nel Sistema informativo archivistico.
La convergenza interessa, tra gli altri, SIUSA, SIAS, SAN, il sistema della Guida generale degli Archivi di Stato italiani, i portali degli archivi della moda, degli architetti e d’impresa, oltre a 22 sistemi locali. Un insieme di strumenti cresciuti nel tempo con organizzazioni e soluzioni tecnologiche differenti.
«Ognuno di questi aveva un proprio committente, un proprio fornitore, aveva un proprio costo», ha osservato Tarasco. La scelta è ora concentrare risorse economiche e competenze professionali su un sistema comune, migliorando l’accessibilità delle informazioni e la gestione dei servizi.
Il cambiamento riguarda anche il rapporto con gli istituti. Il progetto punta infatti a rendere più uniformi le procedure delle sale studio e le richieste di consultazione dei documenti, finora differenti persino tra i singoli Archivi di Stato. Per gli utenti, l’obiettivo è poter contare su modalità più chiare e omogenee, riducendo la necessità di orientarsi ogni volta tra regole e strumenti diversi.
Accanto al riassetto nazionale prende forma un’iniziativa dedicata a chi cerca le proprie radici: un’app, ancora in progetto, per facilitare la costruzione dell’albero genealogico attraverso le risorse di Antenati, con il supporto dell’intelligenza artificiale.
L’interesse per questo ambito emerge dai numeri riferiti dal direttore generale: nel 2025 Antenati ha registrato circa 1,8 milioni di accessi da ogni parte del mondo, risultando il portale archivistico più consultato.
La ricerca delle origini familiari porta negli archivi un pubblico che va oltre quello degli studiosi. Atti e registri anagrafici diventano strumenti per ricostruire legami, ritrovare nomi e luoghi, comprendere passaggi della propria storia.
«Non possiamo non tener conto dei gusti delle persone e delle richieste archivistiche delle persone in carne ed ossa», ha sottolineato Tarasco, affiancando questa esigenza a quelle della ricerca specialistica.
La ricostruzione genealogica è già possibile consultando Antenati. Lo strumento annunciato punta ad agevolare un lavoro complesso, che richiede di cercare e collegare informazioni contenute in documenti diversi. Il progetto guarda anche agli italiani nel mondo che desiderano conoscere la storia della propria famiglia.
Antenati conserverà un accesso autonomo e un’interfaccia dedicata, pur nell’integrazione delle risorse con il nuovo sistema nazionale. Resterà inizialmente parallela anche la Rete degli archivi per non dimenticare, per la quale è invece prevista, in prospettiva, la confluenza nel nuovo ambiente.
La sfida del portale sarà rendere più immediato l’incontro tra le domande degli utenti e le fonti: dalle ricerche specialistiche al nome di un antenato, ogni percorso comincia dalla possibilità di trovare il documento giusto.
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