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- Roma - Martedì 27 Ottobre 2026, 13:40
Archivi, la memoria del Paese si apre a tutti: un portale tra ricerca, podcast e video
Gemignani alla presentazione al MiC: il nuovo accesso unitario avvicina le fonti documentarie anche a chi non le ha mai consultate. Alla ricerca si affiancano nuovi strumenti per raccontare storie, luoghi e professioni.
di Maurizio Pizzuto
Le vicende delle istituzioni e quelle delle famiglie, le trasformazioni sociali e le tracce lasciate dalle comunità: negli archivi la storia del Paese prende forma attraverso i documenti. Renderli più facili da trovare e consultare è l’obiettivo del nuovo Portale Archivi Nazionali, presentato nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura.
Per Valentina Gemignani, capo di Gabinetto del ministro della Cultura(NELLA FOTO), il progetto segna un passaggio nel percorso di apertura del patrimonio culturale a un pubblico più ampio. «Il Portale degli Archivi nazionali supera la frammentazione del passato offrendo un unico punto di accesso al patrimonio archivistico nazionale e nuove possibilità di ricerca e di consultazione», ha dichiarato.
Il sistema mette in relazione dati, risorse e servizi provenienti da istituti e piattaforme differenti. Una convergenza che punta a facilitare il lavoro degli specialisti e, insieme, ad accompagnare chi si avvicina per la prima volta alle fonti archivistiche.
È proprio questa apertura uno degli aspetti centrali richiamati da Gemignani. La conservazione accurata dei documenti deve accompagnarsi alla possibilità concreta di conoscerli e utilizzarli: solo così il patrimonio può esercitare pienamente la propria funzione pubblica. L’accessibilità riguarda quindi anche la capacità di offrire percorsi comprensibili a chi non possiede competenze di ricerca.
La tecnologia amplia le possibilità di consultazione e valorizza il lavoro degli istituti e dei professionisti che custodiscono le carte. Nella visione illustrata dal capo di Gabinetto, la trasformazione digitale può rafforzare il rapporto tra cittadini e patrimonio, aprendo nuovi percorsi di conoscenza.
A questo obiettivo risponde anche la scelta di affiancare agli strumenti di ricerca forme di racconto capaci di raggiungere pubblici diversi. Gemignani ha citato i podcast della Porta Aperta e i video di Professione Memoria, rivolti anche a studenti, giovani e cittadini interessati alla storia e alla cultura italiana.
«Gli archivi infatti non custodiscono soltanto documenti, ma custodiscono storie, esperienze umane, luoghi, professionalità e frammenti della nostra identità collettiva», ha osservato.
Il racconto può diventare così un primo incontro con le fonti: suscitare una curiosità, far conoscere un mestiere, avvicinare a un luogo o a una vicenda e incoraggiare ulteriori ricerche. Podcast e video affiancano la consultazione documentaria, offrendo altre occasioni per scoprire ciò che gli archivi conservano.
Il nuovo portale si inserisce in una concezione delle istituzioni culturali che lega la tutela alla condivisione. Custodire la memoria significa anche metterla a disposizione della collettività, perché dalle carte possano nascere domande, conoscenza e una maggiore consapevolezza della storia comune.
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