
- Prima Notizia 24
- Torino - Lunedì 12 Ottobre 2026, 14:10
Ex Ilva, sciopero nazionale di 24 ore e blocchi stradali: mobilitazione da Taranto a Genova contro lo stop degli impianti
Lavoratori e sindacati in piazza dopo la decisione di sospendere le attività produttive nell'area a caldo e la fermata programmata a Genova e Novi Ligure. La Fiom chiede un intervento pubblico diretto.
Una giornata di mobilitazione e protesta sta coinvolgendo tutti i siti produttivi dell'ex Ilva per lo sciopero nazionale di 24 ore proclamato in maniera unitaria da Fim, Fiom, Uilm e Usb.
Al centro delle rivendicazioni di tutele e lavoratori vi è la contrarietà alla decisione assunta dalla gestione di Acciaieria d'Italia in amministrazione straordinaria, che ha disposto la sospensione delle attività nell'area a caldo dello stabilimento di Taranto e programmato dal 15 novembre il fermo temporaneo delle strutture di Genova Cornigliano e Novi Ligure.
Nel capoluogo jonico, con la produzione attualmente in stand-by in attesa della pronuncia della Cassazione del 20 ottobre sulla chiusura dell'area a caldo, la protesta si è articolata in un'assemblea davanti alla direzione aziendale prima che delegati e tute blu occupassero un tratto della statale 106 nei pressi della raffineria Eni.
I lavoratori sollecitano garanzie concrete sul proprio futuro occupazionale, rifiutando l'ipotesi di un ricorso indefinito alla cassa integrazione senza prospettive di rientro.
Tra i punti rivendicati dalle sigle sindacali figurano un piano industriale di decarbonizzazione per tutti i siti, un piano sociale a tutela dei dipendenti diretti e dell'indotto e un coinvolgimento diretto dello Stato a garanzia della transizione.
Contemporaneamente a Genova si è svolta un'assemblea ai cancelli della portineria di Cornigliano, seguita da un corteo diretto verso il centro cittadino a cui hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali. Durante la manifestazione, la sindaca Silvia Salis ha evidenziato come non sussistano ragioni industriali per fermare gli impianti del Nord alla luce della richiesta di mercato, sostenendo che basterebbe un accordo per l'approvvigionamento delle materie prime, mentre il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha ribadito la necessità di mantenere in funzione la struttura per non dover ricorrere alle importazioni dall'estero.
Sul fronte delle trattative è intervenuto il segretario generale della Fiom Cgil, Michele De Palma, che ha sottolineato la determinazione del sindacato nel proseguire le iniziative di mobilitazione in assenza di garanzie sulle risorse e sulla produzione. Per superare l'impasse, il leader della Fiom ha prospettato la costituzione di una società a partecipazione pubblica volta a garantire la continuità operativa degli impianti a freddo di Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi, abbinandola a interventi straordinari di manutenzione, sicurezza e bonifica.
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