Ultim’ora

Ascolta il giornale radio

Salute

  • Prima Notizia 24
  • Milano - Martedì 3 Novembre 2026, 19:55

Farmaceutica e ricerca: Novartis lancia il progetto Catalyst per rafforzare gli studi clinici in Italia

Presentata a Milano l'indagine AstraRicerche durante l'evento per i 250 anni di storia scientifica del gruppo. Iniziativa al via con progetti pilota in Lombardia, Veneto, Toscana e Campania.

Condividi questo articolo

Gli italiani riconoscono un valore elevato all'innovazione e alla ricerca clinica — considerata dal 78% del campione come una leva fondamentale per lo sviluppo del Paese — ma meno di tre persone su dieci (il 27,1%) si ritengono effettivamente ben informate sul tema.

È quanto emerge dall'indagine “Valore, percezione e impatto della ricerca clinica in Italia”, realizzata da AstraRicerche, che evidenzia un netto divario tra l'ampio consenso dei cittadini e la reale consapevolezza delle opportunità offerte dal settore.

Per colmare questa distanza e ottimizzare l'ecosistema nazionale nasce Catalyst, il progetto sviluppato da Novartis attraverso il confronto con sperimentatori, centri di ricerca, società scientifiche ed esperti.

L'iniziativa è stata presentata a Milano nel corso dell'evento “Innovazione che cambia la vita”, promosso da Novartis in occasione dei 250 anni di storia scientifica e dei 30 anni dalla nascita dell'azienda.

Con 924 centri clinici attivi sul territorio nazionale e oltre 2.000 pazienti coinvolti, il gruppo concentra le proprie attività di R&S nelle aree dell'oncologia, del cardiorenale-metabolico, dell'immunologia e delle neuroscienze, spaziando dalla medicina di precisione alle terapie con radioligandi, fino a siRNA, terapie cellulari e geniche.

“Celebrare 250 anni di innovazione scientifica non ci rende solo orgogliosi della nostra storia, ma rinnova il nostro impegno ad assumerci la responsabilità e i rischi di continuare a innovare”, ha dichiarato Federico Mambretti, Country President di Novartis Italia. “Oggi la sfida non è soltanto aprire nuove frontiere della scienza, ma assicurare che il valore dell’innovazione possa tradursi in un impatto concreto sulla vita delle persone. Per questo vogliamo mettere a disposizione innovazione, competenze e capacità di costruire partnership, che contribuiscano a ridurre la distanza tra ciò che la ricerca rende possibile e ciò che riesce realmente ad arrivare ai pazienti”.

L'incontro ha visto anche la partecipazione dello scrittore Paolo Giordano, autore di un testo inedito dedicato al significato della scienza e al valore umano dell'innovazione biomedica. Il contesto nazionale sconta tuttavia frammentazioni e complessità organizzative che incidono sulla capacità di attrarre investimenti rispetto ad altri partner europei, con la Spagna divenuta primo Paese nel continente per numero di studi clinici davanti a Francia e Germania.

Il progetto Catalyst punta a intervenire sui nodi burocratici, sulla carenza di figure dedicate e sui modelli a silos che ostacolano l'integrazione degli studi nei percorsi assistenziali, partendo a breve con iniziative pilota in Lombardia, Veneto, Toscana e Campania.

“La ricerca è una parte fondamentale del percorso di cura e la sua gestione richiede una visione più strategica e integrata, a partire dalla standardizzazione e digitalizzazione dei processi degli studi clinici presso i centri”, ha sottolineato Paolo Petralia, Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (AOUI) di Verona e Vicepresidente FIASO. “L’ambizione è creare le condizioni organizzative affinché la ricerca generi benefici concreti e misurabili per i pazienti, i professionisti e il sistema, attraverso processi sempre più integrati, standardizzati e digitalizzati”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24