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Economia

  • Prima Notizia 24
  • Milano - Martedì 3 Novembre 2026, 13:55

Finanza, Intesa Sanpaolo archivia nove mesi da record: utile netto a 8,2 miliardi e stime per il 2026 oltre i 10 miliardi

Il Ceo Carlo Messina sottolinea la solidità del gruppo: "Miglior risultato netto di sempre. Distribuiremo 9,4 miliardi agli azionisti e generato 5,2 miliardi di imposte per il Paese".

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Intesa Sanpaolo ha chiuso i primi nove mesi del 2026 registrando un utile netto consolidato pari a 8,2 miliardi di euro, cifra che segna una crescita dell'8,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'andamento positivo dei conti ha spinto il gruppo a rivedere al rialzo le previsioni per l'intero esercizio, con una stima dell'utile ora indicata "ben oltre" la soglia dei 10 miliardi di euro.

Nel dettaglio delle voci di bilancio, il risultato corrente lordo ha mostrato un incremento del 9,4%, mentre la gestione operativa è cresciuta del 9%. I proventi operativi netti sono saliti del 5%, trainati dall'aumento degli interessi netti (+2,3%), delle commissioni nette (+5,2%) e del risultato dell'attività assicurativa (+5,8%), a fronte di una flessione dei costi operativi dell'1,3% e di un cost/income ratio sceso al 36,7%.

Sul fronte dei coefficienti patrimoniali, il Common Equity Tier 1 ratio (CET1) si è attestato al 13,1% previa deduzione delle risorse destinate agli azionisti, quota che sale al 13,8% integrando i benefici derivanti dall'assorbimento delle imposte differite attive (DTA).

Nei primi nove mesi dell'anno la remunerazione complessiva maturata per gli azionisti è ammontata a 7,8 miliardi di euro, suddivisi tra 6,1 miliardi di dividendi — di cui 3,8 miliardi in erogazione a titolo di acconto nel corso di questo mese — e 2,3 miliardi legati al programma di riacquisto azioni completato a ottobre.

Per l'intero 2026 la distribuzione complessiva previste raggiungerà i 9,4 miliardi di euro. I parametri della qualità del credito confermano un'incidenza delle sofferenze (NPL ratio) pari allo 0,8% netto e all'1,6% lordo secondo i parametri EBA, con un costo del rischio annualizzato contenuto a 19 punti base e un'esposizione verso il mercato russo quasi totalmente azzerata.

Sul versante dell'economia reale, il gruppo ha erogato 66,4 miliardi di euro di nuovo credito a famiglie e imprese — di cui circa 37 miliardi a medio-lungo termine destinate al contesto italiano —, consentendo il rientro in bonis di circa 1.900 aziende con la salvaguardia di 9.500 posti di lavoro.

I finanziamenti destinati al social lending hanno toccato quota 4,4 miliardi, affiancati da interventi per il contrasto alle disuguaglianze superiori a 1,2 miliardi nel periodo 2023-2026.

L'impatto fiscale generato dal gruppo sfiora i 5,2 miliardi di imposte, ai quali si sommano 900 milioni legati alle disposizioni della Legge di Bilancio 2026.

"Nei primi nove mesi del 2026 abbiamo conseguito il miglior risultato netto di sempre, pari a 8,2 miliardi di euro. Il terzo trimestre, con un utile netto di oltre 2,6 miliardi, è stato il migliore terzo trimestre di sempre. Questi risultati confermano la solidità del nostro modello di business e la capacità di dare piena esecuzione al Piano d’Impresa 2026-2029", ha dichiarato il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina.

"Abbiamo registrato ricavi ai massimi storici, in crescita in tutte le componenti grazie alla diversificazione del nostro modello di business. Le attività finanziarie della clientela hanno superato 1.500 miliardi di euro, confermando il continuo slancio commerciale del Gruppo. Il ROE annualizzato si attesta al 21% e il ROTE annualizzato al 26%, confermandoci ai vertici del settore bancario europeo per redditività. L’utile per azione è cresciuto del 10% rispetto ai primi nove mesi del 2025. Grazie ai risultati conseguiti nei primi nove mesi, possiamo rivedere al rialzo la guidance di utile netto per il 2026, portandola a ben oltre 10 miliardi di euro, nonostante l’impatto fiscale di quasi un miliardo di euro della Legge di Bilancio 2026", ha spiegato il manager.

Messina si è poi soffermato sui ritorni per gli investitori e sul ruolo strategico dell'istituto a sostegno del sistema Paese: "Intesa Sanpaolo continua a offrire uno dei rendimenti da dividendo più elevati e sostenibili nel settore bancario europeo. Nel 2026 distribuiremo agli azionisti 9,4 miliardi di euro attraverso dividendi e buyback, incluso un acconto sul dividendo di 3,8 miliardi di euro, che sarà pagato nelle prossime settimane. Nei primi nove mesi del 2026 abbiamo erogato 66,4 miliardi di euro di nuovo credito a famiglie e imprese, di cui circa 15,1 miliardi destinati a finanziamenti a medio-lungo termine per la transizione sostenibile e 4,4 miliardi a nuovo credito sociale.

I prestiti alla clientela sono cresciuti del 4% su base annua. La rigorosa disciplina nell’esecuzione del Piano d’Impresa e nel controllo dei costi continua a sostenere l’efficienza del nostro modello di business. Il cost/income ratio si è attestato al 36,7% al 30 settembre 2026, il livello più basso di sempre per i primi nove mesi e tra i migliori in Europa, grazie a un’ulteriore riduzione dei costi operativi.

La nostra posizione di Banca “Zero-NPL” continua a rafforzarsi. Il net NPL ratio, pari allo 0,8%, e i flussi di nuovi crediti deteriorati si mantengono ai minimi storici; la copertura dei crediti deteriorati è aumentata in misura significativa. La qualità del portafoglio, ampiamente diversificato, si conferma ai vertici del settore, senza segnali di deterioramento. Il costo del rischio annualizzato è pari a 19 punti base. La nostra posizione patrimoniale si conferma estremamente solida, con un CET1 ratio pari a circa il 13,1%".

"La solidità di Intesa Sanpaolo si traduce in un contributo concreto al Paese. Nei primi nove mesi del 2026 il Gruppo ha generato 5,2 miliardi di euro di imposte e ha registrato un impatto di 900 milioni riconducibile agli effetti della Legge di Bilancio per il 2026, in base agli accordi triennali sottoscritti lo scorso anno, sostenendo al tempo stesso l’occupazione e il finanziamento di famiglie e imprese. Il settore finanziario italiano contribuisce inoltre in misura significativa al finanziamento del debito pubblico. Le banche, le compagnie assicurative e gli altri intermediari finanziari italiani detengono complessivamente quasi 780 miliardi di euro di titoli di Stato italiani", ha proseguito il vertice della banca, richiamando l'attenzione sull'impegno sociale e sul capitale umano: "La nostra leadership si conferma anche nell’impatto sociale.

Nei primi nove mesi del 2026 abbiamo destinato oltre 210 milioni di euro a iniziative e progetti a favore delle comunità, per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze. Continuiamo inoltre a sostenere la transizione sostenibile, accompagnando famiglie e imprese negli investimenti necessari per l’evoluzione dell’economia. La qualità delle nostre persone rappresenta il fondamento dei risultati che continuiamo a conseguire e della nostra capacità di creare valore sostenibile nel tempo. A loro va il mio più sincero ringraziamento per la professionalità, la dedizione e il contributo eccellente con cui, ogni giorno, rendono possibile il successo di Intesa Sanpaolo".

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