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  • Prima Notizia 24
  • L'Aquila - Martedì 3 Novembre 2026, 14:55

L'Aquila, blitz antimafia della Polizia in Valle Peligna: 20 misure cautelari per droga ed estorsioni

Operazione coordinata dalla Dda de L'Aquila tra Abruzzo, Emilia-Romagna e Campania. Smantellato un sodalizio con metodo mafioso che gestiva il monopolio della cocaina a Sulmona.

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Un vasto blitz antimafia condotto dalla Polizia di Stato ha portato all'esecuzione di 20 misure cautelari tra le province de L'Aquila, Teramo, Bologna, Foggia e Napoli.

I reati contestati a vario titolo vanno dall'associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti all'estorsione, fino al danneggiamento seguito da incendio, detenzione di armi ed esplosivi, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, con l'aggravante del metodo mafioso.

L'inchiesta, avviata nel 2024 dalla Sezione investigativa del Servizio Centrale Operativo (SISCO) de L'Aquila e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura aquilana, ha fatto luce sulla penetrazione criminale in un'area tradizionalmente considerata al riparo da dinamiche di stampo mafioso.

Secondo l'impostazione accusatoria, un pregiudicato già condannato per associazione mafiosa e legato alla criminalità organizzata siciliana si sarebbe stabilito a Sulmona una volta scontata la pena. Qui si sarebbe alleato con un gruppo locale dedito allo spaccio, strutturando un nuovo sodalizio capace di conquistare il monopolio del traffico di cocaina a Sulmona e nei comuni della Valle Peligna, per un giro d'affari stimato tra i 180 e i 200 mila euro al mese.

Decisive per l'operatività della rete si sarebbero rivelate le intese strette con un narcotrafficante di origine albanese e con un esponente di spicco del clan camorristico egemone nello spaccio a Secondigliano. Il controllo del territorio da parte dell'organizzazione si manifestava attraverso intimidazioni, pestaggi, estorsioni e attentati incendiari.

Le attività investigative hanno inoltre documentato l'ampia disponibilità di armi e materiale esplosivo da parte del gruppo, procurati anche tramite i canali della criminalità organizzata partenopea e destinati, secondo gli elementi raccolti dagli inquirenti, al compimento di un programmato attentato dinamitardo.

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