Ultim’ora

Ascolta il giornale radio

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 15:30

Flotilla, la Procura di Roma iscrive nel registro degli indagati il ministro della Difesa israeliano Katz e i vertici di Tel Aviv: "Tortura e sequestro di persona"

Il bollettino giudiziario contesta abusi in acque internazionali e soprusi sistematici nelle strutture detentive.

Condividi questo articolo

"I complessi e articolati accertamenti, delegati ed effettuati dal Ros Reparto Antiterrorismo hanno consentito di ricostruire la sequenza degli eventi. Sono stati così acclarati i seguenti abbordaggi in acque internazionali: attraverso l'analisi tecnica e le testimonianze si sono ricostruiti con precisione modalità esecutive e dinamica degli abbordaggi navali avvenuti in violazione del diritto internazionale marittimo al di fuori delle acque territoriali, ed in particolare la distruzione dei mezzi di comunicazione streaming e delle relative apparecchiature ed il sequestro dei dispositivi elettronici dei partecipanti alla missione".

Con questa premessa, contenuta in una nota ufficiale della Procura di Roma, la magistratura capitolina ha formalizzato l'iscrizione nel registro degli indagati di una dozzina di figure apicali delle autorità israeliane nell'ambito dell'inchiesta sulle due spedizioni della Global Sumud Flotilla.

L'indagine, che vede ipotizzati reati gravissimi tra cui sequestro di persona e tortura, coinvolge la linea di comando politica e le gerarchie di difesa e polizia di Tel Aviv. Tra i profili di governo individuati figurano il ministro della Difesa Israel Katz e il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir.

Sotto la lente degli inquirenti sono finiti anche i vertici delle Forze di difesa israeliane (Idf) e della Marina — tra cui il capo di Stato maggiore Eyal Zamir, i vice ammiragli David Saar Salama ed Eyal Harel, il controammiraglio Tal Politis, il comandante dello Shayetet 13 Eldad Borochovich e il responsabile della base di Ashdod Eitan Paz — affiancati dai responsabili della polizia e delle strutture carcerarie, compresi il capo della Polizia Daniel Levy, il comandante dell'Ips Kobi Yaakobi e i vertici dell'unità di intervento Nahshon e del carcere di Ktzi'ot.

I rilievi investigativi, coordinati in ambito europeo attraverso un tavolo d'intesa presso l'agenzia Eurojust con altre magistrature continentali, focalizzano l'attenzione sui trattamenti patiti dagli attivisti italiani ed europei a bordo delle imbarcazioni e nelle successive fasi di fermo.

Nella nota, la Procura di Roma sottolinea come in merito alle "condizioni di detenzione e i trattamenti degradanti è stato ricostruito il quadro dei soprusi sistematicamente patiti dai partecipanti durante ciascuna fase, in particolare la privazione della libertà personale, l'ammassamento e il trasporto verso il porto di Ashdod, l'arrivo presso la struttura carceraria di Kzi'ot, le fasi di identificazione e le procedure amministrative, sino alle ultime fasi del rilascio e del definitivo rientro in Italia; in questo contesto sono state accertate a danno di numerosi partecipanti percosse, lesioni, minacce di morte, epiteti offensivi ed accuse di terrorismo".

Gli accertamenti condotti dall'Arma dei Carabinieri evidenziano inoltre "il reiterato diniego di somministrazione di generi alimentari essenziali, la deliberata assenza di cure mediche, anche a fronte di evidenti necessità fisiche ed emergenze, le precarie condizioni ambientali e igienico sanitarie imposte ai fermati, la privazione del sonno inflitta ai partecipanti detenuti a Kzi'ot", riscontrando contestualmente "la totale assenza di adeguata assistenza legale, unita all'impossibilità di comunicare tempestivamente con le rappresentanze diplomatiche o con i difensori durante l'intero periodo di fermo".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24