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  • Roma - Venerdì 3 Luglio 2026

Garlasco, Stasi avrebbe ceduto i diritti della sua storia per una docu-serie da 500mila euro. Il legale smentisce: "Non mi risulta

Alberto Stasi avrebbe ceduto i diritti per una docu-serie da 500mila euro, ma il suo avvocato smentisce l'indiscrezione.

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Un progetto televisivo interamente dedicato ad Alberto Stasi, con il condannato per l'omicidio di Chiara Poggi pronto a raccontare la propria versione davanti alle telecamere. È questa l'indiscrezione lanciata dal giornalista Gabriele Parpiglia, secondo cui sarebbe stato raggiunto un accordo da oltre 500mila euro per la cessione dei diritti della storia dell'ex fidanzato della vittima. Una ricostruzione che, tuttavia, viene smentita dalla difesa. Interpellato da Open, l'avvocato Antonio De Rensis, legale di Stasi, ha risposto con poche parole: "Non mi risulta". La notizia arriva proprio mentre per Alberto Stasi si apre una nuova fase. Condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco, ha infatti ottenuto l'affidamento in prova ai servizi sociali.

L'indiscrezione sull'accordo da mezzo milione di euro

A rilanciare la notizia è stato Gabriele Parpiglia attraverso la sua newsletter. Secondo la ricostruzione del giornalista, la casa di produzione Groenlandia avrebbe avviato lo sviluppo di una docu-serie costruita interamente attorno alla figura di Alberto Stasi e alla vicenda giudiziaria che da anni continua ad attirare l'attenzione dell'opinione pubblica. Il progetto avrebbe una caratteristica particolare: non sarebbe prevista una ricostruzione affidata ad attori. A comparire davanti alle telecamere sarebbe lo stesso Stasi, chiamato a raccontare in prima persona la propria storia. Proprio per la sua partecipazione diretta e per la cessione dei diritti, l'accordo economico avrebbe raggiunto una cifra considerevole. Stando all'indiscrezione, il valore indicato nel contratto si aggirerebbe infatti attorno ai 500mila euro.

La smentita dell'avvocato De Rensis

La ricostruzione, però, non trova conferma da parte della difesa di Stasi. L'avvocato Antonio De Rensis, contattato da Open, ha smentito di essere a conoscenza del presunto accordo. "Non mi risulta", ha dichiarato il legale, prendendo così le distanze dall'indiscrezione relativa alla cessione dei diritti e alla realizzazione della docu-serie. Al momento, dunque, l'ipotesi di un progetto audiovisivo dedicato alla storia di Stasi resta legata alla ricostruzione diffusa da Parpiglia.

La docu-serie non arriverebbe prima del 2028

Anche nel caso in cui il progetto venisse confermato, la sua uscita non sarebbe comunque prevista in tempi brevi. Secondo quanto riferito da Parpiglia, la docu-serie potrebbe vedere la luce soltanto nel 2028. La scelta di attendere sarebbe legata alla delicata e ancora complessa situazione giudiziaria che ruota attorno all'omicidio di Chiara Poggi. Il caso di Garlasco è infatti tornato al centro dell'attenzione dopo la riapertura delle indagini avvenuta nel 2025.

Il nuovo filone di indagine su Andrea Sempio

A rendere ancora più complesso il quadro è il nuovo filone investigativo che coinvolge Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi. Il 38enne è stato iscritto nel registro degli indagati dopo la riapertura del caso. Proprio gli sviluppi dell'inchiesta rappresenterebbero, secondo la ricostruzione, uno dei motivi per cui l'eventuale progetto televisivo sarebbe stato collocato in un orizzonte temporale così lontano. Il delitto di Garlasco, a distanza di anni dalla condanna definitiva di Alberto Stasi, continua dunque a essere al centro dell'attenzione giudiziaria e mediatica. E ora, accanto ai nuovi sviluppi investigativi, si aggiunge anche l'indiscrezione su una possibile docu-serie da mezzo milione di euro, per il momento smentita dal legale del condannato.

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