Finchè l'Europa non annullerà le sanzioni contro la Russia, che non permettono di effettuare le manutenzioni sui gasdotti, i problemi legati alla fornitura di gas tramite Nord Stream non saranno risolti. A dichiararlo è il Portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato da Interfax.
"I problemi nel pompaggio sono sorti a causa delle sanzioni imposte contro il nostro Paese e contro un certo numero di aziende dagli Stati occidentali, tra cui Germania e Regno Unito. Non ci sono altri motivi che porterebbero a problemi con il pompaggio", spiega Peskov, per poi continuare: "Un’unità è rimasta in funzione e non funziona correttamente e lì si verificano guasti e questo porta all’interruzione del pompaggio. Visto che le sanzioni continuano a funzionare, dato che portano assoluta confusione, legale, pratica, su tutto ciò che riguarda la manutenzione di tutti i componenti e assiemi, ora come ora possiamo sperare in questa singola unità che in qualche modo riusciremo a mettere in ordine".
Per Peskov, le sanzioni imposte dall'Ue contro la Russia sono il motivo per cui il funzionamento di Nord Stream “si basa su un’unità che necessita di una seria manutenzione”.“La responsabilità per la chiusura del gasdotto Nord Stream 1 è dei politici europei, perché le sanzioni contro la Russia hanno ostacolato la manutenzione del gasdotto da parte di Gazprom”, ha poi detto Peskov, secondo il quale le imprese europee che avrebbero dovuto riparare gli apparecchi europei non hanno provveduto con la riparazione, in violazione delle intese firmate con Gazprom.
Il 2 settembre, Gazprom ha annunciato l'interruzione delle forniture di gas “fino a data da destinarsi”. Stando a quanto reso noto dall'agenzia russa Sputnik, l'interruzione delle forniture di gas dopo che il Servizio federale per la supervisione ambientale, tecnologica e nucleare ha segnalato il malfunzionamento di una turbina.
“È stato completamente interrotto il trasporto del gas sul Nord Stream fino a quando non saranno risolti i guasti”, ha spiegato Gazprom nella nota. Stando a quanto riferisce il colosso russo, nel corso della manutenzione alla stazione di Portovaya, effettuata con i rappresentanti di Siemens, è emersa una perdita, per cui è stato disposto lo stop al flusso, che avrebbe dovuto ripartire il giorno dopo, dopo una chiusura di tre giorni.
La società “non va incolpata” per l'assenza di componenti, “ma questo problema mette in discussione l’affidabilità del gasdotto”, aveva detto Peskov.
Nel weekend, Siemens Energy ha dato la sua disponibilità a partecipare alla riparazione di Nord Stream, ma non potrà riparare gli apparecchi difettosi, non disponendo delle tecnologie necessarie.
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