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  • Kingston (Giamaica) - Lunedì 7 Settembre 2026

Giamaica: Il Governo chiede a Re Carlo risarcimenti gli antenati degli schiavi

Il ministro della Cultura Olivia Grange consegnerà al Monarca inglese, capo anche dello Stato giamaicano, una petizione, da inoltrare all'alta corte del Paese,  per chiarire se la pratica della schiavitù fosse in linea con le Leggi inglesi del tempo 

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Il governo della Giamaica conegnerà oggi, 7 settembre 2026, una petizione a Capo dello Stato, Re Carlo di Windsor, attinente le riparazioni per la schiavitù.

Lo ha affermato il ministro della Cultura Olivia Grange.

La petizione chiederà al Capo di Stato di sottoporre tre quesiti al Comitato Giudiziario del Consiglio Privato, la più alta corte del Paese, per appurare se la condizione di schiavitù degli africani in Giamaica, fosse legale.

Secondo la Grange, questo potrebbe aprire la strada a un "risarcimento a lungo atteso per i secoli di abusi orribili subiti dai nostri antenati africani".

Re Carlo sarà inoltre ricevuto dai funzionari del British Museum per discutere sul rimpatrio di opere e manufatti portati a Londra ai tempi delll'epoca coloniale.

Il governo giamaicano consegnerà al Re tre questioni da sottoporre al Comitato giudiziario del Consiglio privato (JCPC), ovvero: se la schiavitù degli africani in Giamaica fosse legale secondo la legge inglese, se violasse il diritto internazionale e se l'UK abbia ora l'obbligo legale di elargire un risarcimento.

La petizione verrà inviata al Re, il quale poi la ritrasmetterà al JCPC.

Il monarca, è bene specificarlo, non ha alcuna potere decisionale sull'inoltro della segnalazioneal JCPC.

"Una volta ottenute le risposte, o una volta ottenuta una risposta a queste domande, allora verranno stabiliti i passi successivi" – ha tuonato la Grance.

Lo staff reale ha lavorato a stretto contatto con il Governatore Generale della Giamaica, carica di nomina reale, al fine di assicurare la corretta procedura di presentazione della petizione.

Nel 1833, all'abolizione della schiavitù nella maggior parte dell'impero, il governo di Londra versò 20 milioni di sterline ai proprietari degli schiavi come risarcimento.

I prestiti contratti per raccogliere il risarcimento furono estinti solo nel 2015.

Ed è proprio qui che nasce la polemica portata avanti dalla Grange che contesta il risarcimento ai padroni degli schiavi e non agli stessi che di tali padroni furono vittime.

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