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  • Catania - Venerdì 9 Ottobre 2026, 16:40

Gioielliere di Nicolosi graziato da Mattarella, la moglie: "È un dono immenso, la nostra storia è diversa da quella di Mario Roggero"

Maria Angela Distefano, consorte di Guido Gianni, esprime la propria gratitudine al Capo dello Stato: "Mio marito non ha rincorso nessuno, quel giorno ci hanno aggrediti e mi ha salvato la vita".

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"È una grazia parziale, ma è un dono immenso. È stata concessa anche per le sue precarie condizioni di salute, mio marito è reduce da un infarto".

Con queste parole Maria Angela Distefano, moglie del gioielliere di Nicolosi Guido Gianni – condannato a oltre dodici anni di reclusione per l'uccisione di due rapinatori nel 2008 e destinatario del provvedimento di clemenza firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – ha commentato la decisione del Colle in un'intervista rilasciata a La Repubblica.

"Sto scrivendo una lettera al Presidente della Repubblica, lo voglio ringraziare con le parole più belle", ha anticipato la donna, tenendo a precisare: "Non siamo come Mario Roggero, la nostra storia è diversa".

Nel ripercorrere i tragici fatti del 18 febbraio 2008, la moglie dell'orefice siciliano ha voluto chiarire la dinamica dei momenti drammatici vissuti all'interno del locale: "Mio marito non è corso fuori dal negozio a sparare. Un testimone l'ha detto chiaramente al processo. Mio marito non ha rincorso nessuno, malgrado quello che hanno scritto i giornali. E, poi, il nostro caso non ha mai avuto alcuna colorazione politica: io e i miei avvocati abbiamo lanciato una petizione, a cui hanno aderito quasi 84mila persone. Tutte persone semplici, che sono rimaste colpite dalla storia della nostra famiglia".

Distefano ha poi sottolineato la natura dell'aggressione subita e l'impatto devastante che la vicenda ha avuto sulla vita del coniuge: "Guido non voleva fare del male a nessuno, mi creda. Non ne era capace. Lui era soltanto un gioielliere appassionato del suo lavoro, amava creare bellezza attraverso degli oggetti meravigliosi. E dopo quello che è accaduto, gli è stata tolta questa possibilità che lo faceva vivere. Vi prego di non dimenticare mai che quel giorno fummo aggrediti e malmenati".

Infine, un passaggio toccante sulla reazione del marito di fronte al pericolo vissuto durante la rapina: "È un eroe perché mi ha salvato la vita, è il mio eroe e il mio amore. Quel giorno, mi credeva morta: ero svenuta perché avevo ricevuto un colpo in testa con il calcio della pistola. Mi ha vista per terra e si è sentito male pure lui. È tutto negli atti del processo".

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