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  • Roma - Mercoledì 17 Giugno 2026

Giornata Mondiale contro la Desertificazione, l'Onu: "Pascoli vitali per cibo, acqua e resilienza climatica"

Le celebrazioni ufficiali del 2026, ospitate dal Kenya, richiamano l'attenzione sulla centralità delle comunità pastorali per la mitigazione climatica e la sicurezza alimentare di miliardi di persone.

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La salvaguardia del suolo e il contrasto ai mutamenti climatici passano inevitabilmente attraverso la rigenerazione di ecosistemi spesso trascurati dalle agende politiche internazionali.

La Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità, che ricorre nella giornata odierna del 17 giugno, focalizza le proprie iniziative di sensibilizzazione attorno a uno slogan chiaro, diffuso tramite i canali ufficiali della Convenzione dell'Onu per combattere la desertificazione (Unccd): "Pascoli: riconoscere, rispettare, ripristinare".

Per l'edizione corrente, i tavoli di confronto e le manifestazioni principali verranno localizzati in Kenya, nazione selezionata dall'organismo internazionale in virtù delle politiche strutturali attuate nel paese africano per arginare il deperimento dei terreni aridi e per l'implementazione di tese protettive a beneficio delle popolazioni rurali.

L'allarme lanciato dai vertici delle Nazioni Unite evidenzia come la stabilità delle grandi estensioni erbose mondiali sia direttamente legata alla sopravvivenza stessa del genere umano e alla conservazione delle risorse idriche globali.

La segretaria esecutiva dell'Unccd, Yasmine Fouad, ha voluto sottolineare la delicatezza del momento storico e l'importanza del ruolo svolto dalle popolazioni locali e dai custodi tradizionali della terra: "Questi paesaggi sono vitali per il cibo, l'acqua, la biodiversità e la resilienza climatica. La leadership del Kenya arriva in un momento cruciale, poiché i pascoli sono sottoposti a crescenti pressioni a livello globale. Riconoscendone il valore, rispettando i loro custodi tradizionali e ripristinando la salute dei pascoli, possiamo rafforzare i mezzi di sussistenza di due miliardi di persone".

Benché rappresentino oltre il cinquanta per cento delle terre emerse, le aree destinate al pascolo subiscono gli effetti combinati del surriscaldamento globale, dello sfruttamento intensivo e della progressiva cementificazione. I dati statistici diffusi dall'Unccd stimano che quasi la metà di queste superfici versi già in condizioni di forte deterioramento o sia esposta a rischi imminenti, una criticità strutturale che minaccia i canali di approvvigionamento alimentare e i bilanci economici delle comunità contadine.

In concomitanza con le celebrazioni dell'Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, l'istituzione sovranazionale esorta i governi a quantificare l'apporto economico di tali comparti nei bilanci statali, valorizzandone la funzione biologica legata allo stoccaggio del carbonio atmosferico e alla regolazione delle falde.

L'Onu rimarca l'esigenza di tutelare l'indipendenza e la mobilità stagionale delle tribù indigene, il cui patrimonio di conoscenze empiriche si rivela indispensabile per la manutenzione delle praterie, sollecitando massicci investimenti transnazionali per una gestione ecologicamente sostenibile dei suoli e dei bacini idrici.

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