
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 15 Giugno 2026
Femminicidi, bufera sulle dichiarazioni di Vannacci: "Deve chiedere scusa"
Dal Partito Democratico a Forza Italia, fino alla Lega, le forze politiche si dissociano compattamente dalle dichiarazioni sull'uguaglianza di genere e sulla classificazione dei reati di sangue, bollandole come un'offesa intollerabile alla memoria delle donne uccise.
Le considerazioni espresse dal vertice del movimento Futuro Nazionale in merito alla violenza di genere scatenano una reazione politica durissima e trasversale, isolando il parlamentare e provocando una netta censura da parte di alleati e oppositori.
Nel corso dei lavori per l'inaugurazione ufficiale del partito nella capitale, Roberto Vannacci ha espresso una posizione radicale sulla catalogazione giuridica e sociale degli omicidi commessi contro le donne, contestando la specificità del termine e la necessità di tutele legislative mirate: “Quali sono i veri principi di uguaglianza? Che uomini e donne siano uguali e che, pertanto, non ci sia bisogno di proteggere un gruppo a scapito di un altro. Di conseguenza, devono essere soggetti agli stessi standard e alle stesse regole. E non esiste il femminicidio. Perché un crimine non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione dell’autore o della vittima”.
La replica dei banchi dell'opposizione è stata immediata e improntata alla massima severità. Gli esponenti del Partito Democratico hanno espresso indignazione per quello che considerano l'ennesimo affronto verbale, esigendo che l'ex alto ufficiale “chieda scusa alle vittime”.
Il dissenso, tuttavia, ha superato rapidamente i confini dello scontro tra schieramenti, manifestandosi con forza anche all'interno della maggioranza di governo. Sul fronte del centrodestra, la senatrice e avvocata della Lega Giulia Bongiorno ha preso pubblicamente le distanze dalle tesi di Vannacci, manifestando la propria preoccupazione con un monito preciso: “Spero non voglia tornare al reato d’onore”.
Una linea di ferma condanna condivisa anche dai vertici di Forza Italia, che hanno censurato il pensiero dell'esponente politico definendo le sue affermazioni come parole “indegne e"che "offendono la memoria delle vittime, si scusi”.
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