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- Roma - Martedì 20 Ottobre 2026, 12:40
Guerra in Ucraina, nuovi attacchi russi provocano 4 morti. Zelensky: “L'Italia è vittima della guerra ibrida di Putin”
Nove raid nella notte colpiscono le regioni di Kiev e Zaporizhzhia. Il presidente ucraino parla delle garanzie di sicurezza e delle relazioni con Roma e Washington, mentre l'inviato Usa Witkoff vola a Oslo per incontrare i leader europei prima della missione a Mosca.
Una nuova ondata di attacchi aerei russi ha colpito nella notte diverse regioni dell'Ucraina, provocando un bilancio provvisorio di 4 morti e 11 feriti. Nel distretto di Obukhiv, a sud di Kiev, un raid ha incendiato un impianto di produzione e stoccaggio causando tre vittime e sei feriti, come confermato dai servizi di emergenza.
Nel sud-est del Paese, l'amministrazione militare della regione di Zaporizhzhia ha registrato un morto e cinque feriti a seguito di 848 bombardamenti condotti nell'arco della giornata contro 52 centri abitati.
In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha analizzato il valore dell'alleanza con l'Italia e la natura delle ingerenze di Mosca nei Paesi occidentali: “Ho un ottimo rapporto con Giorgia e la rispetto molto. Sono grato agli italiani e a chi ci sostiene fin dall’inizio. Ma non è un rapporto in cui l’Italia aiuta e l’Ucraina non dà nulla in cambio. Condividiamo l’esperienza sulle armi: quali funzionano, quali no, quali miglioramenti hanno introdotto i nostri ingegneri e militari. Abbiamo collaborazioni produttive nei due Paesi e un ottimo rapporto con Leonardo. Questo scambio fa crescere anche la tecnologia italiana”.
Il leader di Kiev ha quindi denunciato l'azione sottomarina del Cremlino in Europa: “La Russia conduce da tempo una guerra ibrida contro l’Europa, anche contro Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Non è la guerra su vasta scala che conduce contro di noi, ma passa attraverso televisioni, mezzi d’informazione, Internet e social network. I cittadini hanno diritto di essere soddisfatti o insoddisfatti dei propri governi, non devono essere manipolati da campagne russe. Come vivere e chi eleggere devono deciderlo italiani, francesi, ucraini, spagnoli. Non i russi. Mosca sfrutta il tema migratorio e continuerà a farlo”.
Sui rapporti con Washington e le modalità di supporto militare, il capo dello Stato ucraino ha evidenziato l'impostazione pragmatica nei confronti dell'amministrazione guidata da Donald Trump: “Il rapporto strategico con gli Stati Uniti è sempre stato importante, dall’inizio dell’occupazione e soprattutto durante la guerra su vasta scala. Il popolo americano, le amministrazioni e i due partiti ci hanno sostenuto: ne sono grato. Abbiamo sempre voluto un rapporto fondato su onestà, giustizia e trasparenza. Non voglio nascondere nulla al presidente americano. Possiamo avere opinioni e interessi diversi, ma i nostri popoli hanno molto più in comune di quanto ne abbiano America e Russia. La collaborazione esiste: riceviamo armi americane attraverso programmi finanziati dagli europei. Oggi quelle armi le paghiamo. Vogliamo continuare ad avere relazioni aperte, oneste e pragmatiche”.
Interpellato sulla struttura di un eventuale cessate il fuoco, Zelensky ha ribadito l'importanza delle tutele internazionali: “Il formato migliore comprende tre elementi: l’esercito ucraino, l’Unione europea e la Nato. Il nostro esercito è una garanzia concreta e può rafforzare quelli europei con la sua esperienza e la forza del suo personale. La Nato significa appartenere alla stessa alleanza di sicurezza, con diritti giuridici da alleati. L’ingresso nell’Ue dipende dall’Europa; quello nella Nato dall’Europa e dagli Stati Uniti. Se non sarà la Nato, quale alternativa ci viene offerta? Siamo pronti a discutere garanzie equivalenti, anche con un altro nome, ma devono avere la stessa forza giuridica. La Nato sarebbe un deterrente per entrambe le parti”.
Sul piano diplomatico e della difesa aerea, Zelensky ha riferito sui propri canali social del colloquio intercorso con Marco Rubio focalizzato sulle forniture strategiche: “Ho parlato con Marco Rubio e la conversazione è stata soprattutto sui temi importanti. Grazie per la sua disponibilità ad aiutarci e per la chiarezza della sua posizione. Il primo punto riguarda i missili antibalistici, necessari per proteggere la vita umana. Il secondo è il sistema di allerta precoce contro gli attacchi balistici russi, che è di vitale importanza. Il terzo riguarda la situazione relativa a Starlink/Starshield, che deve essere ripristinata. Naturalmente, tutto ciò si inserisce nel contesto dei nostri sforzi diplomatici per porre fine a questa terribile guerra e alla continua uccisione di persone. Abbiamo concordato di ricontattarci presto per un aggiornamento. Grazie per la disponibilità e grazie a tutti in America che sostengono un approccio equo”.
Sul fronte dei negoziati, l'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff giungerà oggi a Oslo per partecipare a un vertice coordinato con Zelensky e i rappresentanti dei governi europei, volto a strutturare un piano di pace condiviso. A margine degli incontri nella capitale norvegese, ai quali prenderà parte da remoto anche Jared Kushner, Witkoff è atteso in Russia per presentare la proposta direttamente al presidente Vladimir Putin. Come confermato da fonti ufficiali statunitensi, la diplomazia americana intende verificare se il lavoro congiunto svolto con i partner europei e ucraini possa gettare le basi per un avvio formale dei negoziati con il Cremlino.
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