
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 18:00
Guerra in Ucraina, vertice a Bruxelles: Zelensky chiede 70 miliardi all'Ue. Mosca contro l'Italia: "Roma non osa opporsi alla russofobia e ai suoi padroni"
Accoglienza d'onore al Consiglio Europeo per il presidente ucraino, ricevuto da Costa e von der Leyen. Sollecitate forniture di Patriot e F-16 per l'inverno, mentre il Cremlino attacca l'Italia e proseguono i raid sulle infrastrutture energetiche.
Seconda giornata di lavori a Bruxelles per il Consiglio Europeo, segnata dalla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e da un dibattito incentrato sul sostegno militare, sulla sicurezza energetica e sui finanziamenti a lungo termine per Kiev.
Accolto al suo arrivo in un punto stampa congiunto dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il leader ucraino ha espresso gratitudine alle istituzioni comunitarie: 'Sono profondamente grato per il sostegno immenso che riceviamo dall’Unione europea – dal Consiglio, dalla Commissione e dai leader, veri leader – che ci sono rimasti accanto fin dall’inizio di questa guerra'.
Nel corso del colloquio, von der Leyen ha rassicurato il presidente ucraino sulla continuità dell'impegno finanziario e delle sanzioni, confermando la volontà di pianificare gli aiuti oltre l'anno in corso: 'Esamineremo le vostre necessità in ambito finanziario, di bilancio e militare, non solo per il 2026, ma anche per l’anno successivo, il 2027'.
Sul piano dei negoziati di adesione, Zelensky ha poi ribadito la determinazione del suo Paese: 'faremo di tutto per aprire gli ultimi due cluster entro la fine dell’anno, e sono certo che ci riusciremo'.
Nel successivo intervento davanti ai 27 leader dell'Unione, il capo dello Stato ucraino ha tracciato un quadro finanziario e operativo stringente in vista dei prossimi mesi di combattimento: 'L’anno prossimo la guerra costerà 155 miliardi di euro. E abbiamo bisogno di almeno altri 70 miliardi di euro da parte vostra: per la difesa, per le armi e per la nostra resilienza. Si tratta di una cifra realistica. E vi chiedo di trovare questo sostegno. Ci aiuterà a tenere a bada la Russia'.
Al centro del confronto con le cancellerie europee è finita anche la tenuta della rete aerea e delle infrastrutture civili di fronte alla ripresa dei raid di Mosca. Sul fronte della difesa antiaerea, il presidente ha rassicurato sulle risorse a disposizione per la protezione dei cieli: 'L’Europa ha il numero di intercettori Patriot necessario per permetterci di superare l’inverno. Allo stesso tempo, procederemo con il progetto Freja per arrivare alla nostra difesa missilistica, ce la faremo: se ora ci uniamo tutti e l’Europa ci sostiene il futuro sarà più facile'.
Zelensky ha inoltre confermato l'imminente arrivo di nuovi caccia F-16 forniti dal Belgio entro la fine dell'anno, attualmente impiegati dai piloti ucraini per intercettare i droni d'attacco a reazione.
Sullo sfondo delle discussioni di Bruxelles sono giunti i duri affondi della diplomazia russa indirizzati direttamente al governo italiano. Nel corso di un briefing, la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, ha attaccato la linea politica della capitale: 'Roma manca della volontà politica di agire negli interessi dei suoi cittadini e non osa opporsi alle richieste dei suoi padroni a Bruxelles e in altre capitali di intraprendere azioni russofobiche che sono contrarie agli interessi del suo popolo'.
I vertici comunitari, intanto, hanno confermato il pieno sostegno a Kiev. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha ribadito che 'la nostra determinazione a sostenere l’Ucraina e il suo popolo è stata evidente fin dal primo giorno dell’invasione russa. Da allora abbiamo mantenuto fede a questo impegno, sul piano politico, finanziario e militare'.
Sulla stessa linea l'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, la quale ha sottolineato l'assenza di aperture diplomatiche da parte del Cremlino: 'La situazione è davvero grave. Dobbiamo sostenere l’Ucraina anche per aiutarla a superare l’inverno, perché sarà un inverno duro. Non vediamo alcun segnale da parte della Russia che voglia fermare questa guerra o che sia disponibile a qualsiasi tipo di tregua o di pace. Per questo dobbiamo davvero aiutare gli ucraini a sopravvivere e a difendere il loro Paese'.
Mentre sul piano diplomatico il premier ceco Andrej Babiš ha espresso perplessità sul carico finanziario per il bilancio europeo ('Mi preoccupa anche il fatto che nel bilancio europeo ci siano cento miliardi di euro per l’Ucraina'), la premier danese Mette Frederiksen ha respinto le indiscrezioni su presunte pressioni esercitate su Kiev nei rapporti con Washington: 'Nessuno ne ha accennato, se qualcuno lo dicesse, non sarei d’accordo. Non mi sognerei mai di porre limiti a ciò che un presidente europeo eletto democraticamente ha il diritto di dire. Si deve poter difendere se stessi e il proprio paese'.
Sul campo di battaglia la pressione militare resta altissima: attacchi con droni Shahed a reazione hanno colpito la regione della Volinia, nell'ovest dell'Ucraina, danneggiando un'azienda a capitale straniero a Lutsk e un impianto a Kovel con il ferimento di una persona e l'incendio di numerosi mezzi pesanti. Raid mirati sulle infrastrutture energetiche della regione di Kiev hanno causato interruzioni di corrente d'emergenza nella capitale, mentre le forze di Kiev hanno risposto con operazioni condotte da droni contro obiettivi strategici situati nelle regioni russe di Mosca, Rostov e Vladimir.
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