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  • Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 13:55

Guerra in Ucraina, von der Leyen assicura nuovi aiuti: "Nessuno sconto sulle sanzioni finché Mosca non ferma il conflitto". Il Cremlino: "Zelensky rifiuta la pace"

Vertice a Bruxelles tra i leader Ue e il presidente ucraino per pianificare l'emergenza energetica invernale e l'iter d'adesione. Da Mosca arriva la sponda alle dichiarazioni di Donald Trump.

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Sostegno finanziario e militare garantito nel lungo periodo, rafforzamento delle misure sanzionatorie contro Mosca e accelerazione del percorso di integrazione europea di Kiev.

È il messaggio emerso dal punto stampa congiunto a Bruxelles tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo António Costa e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

A tracciare la linea del rigore nei confronti del Cremlino è stata la guida dell'Esecutivo comunitario: "L’obiettivo, entro la fine dell’anno, è aprire gli ultimi due cluster, così da entrare nel vivo delle riforme indispensabili per l’adesione. Naturalmente, discuteremo della preparazione all’inverno, ovvero di come sostenere l’Ucraina durante la stagione fredda ormai alle porte. La Russia sta tentando in ogni modo di distruggere le infrastrutture energetiche e idriche, ma noi siamo al vostro fianco. Vi sosterremo, come abbiamo fatto negli inverni passati. Ce la faremo".

Von der Leyen ha poi denunciato il prosieguo delle incursioni russe contro la rete civile, annunciando l'elaborazione di nuove restrizioni economiche a carico di Mosca: "Abbiamo sostenuto la proposta del presidente Zelensky per una tregua energetica, ma la Russia non l’ha rispettata, nemmeno per un minuto. Al contrario, la Russia ha intensificato le ostilità; di conseguenza, dobbiamo aumentare la pressione su di essa. Stiamo lavorando al ventiduesimo pacchetto di sanzioni e un punto è assolutamente chiaro: non revocheremo alcuna sanzione finché la Russia non porrà fine alla guerra. Infine, esamineremo le vostre necessità in ambito finanziario, di bilancio e militare, non solo per il 2026, ma anche per l’anno successivo, il 2027".

Da parte sua, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso apprezzamento per la vicinanza dell'Unione, confermando l'urgenza di proteggere la popolazione di fronte ai mesi freddi: "Sono profondamente grato per il sostegno imponente che riceviamo dall’UE, dal Consiglio, dalla Commissione e dai leader – veri leader – che ci sono rimasti accanto fin dall’inizio di questa guerra. È fondamentale, e contiamo su questo supporto. Il punto centrale della nostra agenda riguarda le esigenze energetiche. Questa è la priorità assoluta. Naturalmente vogliamo porre fine a questa guerra il prima possibile. Al momento, non cogliamo segnali da parte russa che indichino una disponibilità in tal senso, ovvero a concludere il conflitto".

Zelensky ha quindi posto l'accento sulla pianificazione strategica: "Per questo motivo, dobbiamo prepararci con un pacchetto per l'inverno. Non si tratta solo di energia, ma anche di difesa aerea e finanziamenti. Sono grato all’Ue per il suo sostegno. Discuteremo di tutto ciò. La presidente ha perfettamente ragione: dobbiamo guardare non solo al 2026, ma anche al 2027. Sono queste le questioni chiave di oggi. Grazie, quindi, per i due cluster, ci metteremo al lavoro e faremo tutto il possibile per aprire gli ultimi due cluster entro la fine dell’anno e sono certo che ci riusciremo".

Sul fronte opposto, il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov ha commentato la posizione del leader di Kiev saldando le valutazioni di Mosca a quelle espresse dal presidente statunitense Donald Trump: "È chiaro che Zelensky non vuole assumersi le proprie responsabilità e procedere verso una soluzione pacifica. Su questo punto siamo pienamente d’accordo con il presidente Trump". Interpellato poi circa l'eventualità di avviare negoziati escludendo il vertice politico ucraino, il rappresentante del Cremlino ha precisato che "anche se lo volessimo, sarebbe impossibile discutere qualsiasi cosa senza l’attuale leadership ucraina".

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