
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 9 Ottobre 2026, 14:35
Il Nobel per la Pace 2026 alla giurista sudafricana Navi Pillay: “Integrità contro i crimini di guerra”
L'ex Alto Commissario Onu ed ex giudice della Cpi premiata per il suo impegno a tutela dei diritti umani. L'ira di Israele, le congratulazioni di von der Leyen.
La giurista sudafricana Navanethem "Navi" Pillay è stata insignita del Premio Nobel per la Pace 2026. Come spiegato nel corso della proclamazione ufficiale, l'assegnazione riconosce l'“eccezionale coraggio e integrità” dimostrati dall'attivista nel suo lavoro di contrasto ai “crimini di guerra”.
Nata il 23 settembre 1941 e prima donna non bianca a ricoprire il ruolo di giudice presso l'Alta Corte del Sudafrica, Pillay vanta una carriera di primo piano nelle istituzioni internazionali: ha svolto l'incarico di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2008 al 2014, oltre ad aver servito come giudice della Corte penale internazionale, presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda e, dall'aprile 2015, sedicesimo commissario della Commissione internazionale contro la pena di morte.
Nel recente passato la giurista ha guidato anche la Commissione d'inchiesta internazionale indipendente dell'Onu sul territorio palestinese occupato.
L'assegnazione del riconoscimento ha suscitato una reazione particolarmente dura da parte del governo israeliano a causa delle posizioni espresse lo scorso anno dalla giurista sulla gestione del conflitto a Gaza. "Assegnare il Premio Nobel per la Pace a Pillay non è un atto di giustizia, ma la grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l'odio e i pregiudizi contro Israele. Ora che la commissione del Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall'inferno", si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri di Israele, che ha poi aggiunto: "Se esistesse un premio per le menzogne, l'odio e le accuse infamanti, Pillay sarebbe la favorita assoluta. Il suo ruolo nell'incessante demonizzazione di Israele, con motivazioni politiche, e nella promozione delle accuse di genocidio è eloquente".
Messaggi di felicitazione sono invece giunti dai vertici delle istituzioni europee. "Congratulazioni all'avvocata e attivista per i diritti umani Navanethem "Navi" Pillay per il Premio Nobel per la Pace. Pochi hanno dedicato la propria vita alla giustizia, alla pace e alla dignità umana come ha fatto lei. Dalla violenza dell'apartheid in Sudafrica agli orrori del genocidio ruandese, ha affrontato alcuni dei capitoli più bui della storia dell'umanità. Ha guardato dritto negli occhi la brutalità dell'ingiustizia e non ha mai distolto lo sguardo", ha dichiarato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen su X, definendo la neo-vincitrice come la "paladina dello Stato di diritto contro il diritto della forza. In un mondo che ha bisogno di giustizia più che mai, il suo coraggio e la sua lucidità morale sono una bussola preziosa".
La neo-premiata ha commentato l'assegnazione con una battuta colta dalla segretaria generale di Amnesty International Agnès Callamard, che era a Norimberga: "Se applaudite un po' più forte, forse dividerò il premio con Trump".
Il riconoscimento giunge a un anno di distanza dall'edizione che vide trionfare la leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado, la quale consegnò poi in maniera simbolica la propria medaglia a Donald Trump dopo la cacciata di Nicolás Maduro.
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