
- Prima Notizia 24
- Napoli - Venerdì 9 Ottobre 2026, 16:30
Incidente mortale sul lavoro a Caivano, arrestato il titolare della ditta: “Se ti chiedono qualcosa di' che ti hanno investito”
Agli arresti domiciliari il datore di lavoro dell'operaio precipitato dal tetto di un capannone. La vittima regolarizzata solo dopo la caduta.
Svolta nelle indagini sulla morte di Salvatore Calignano, il lavoratore edile di sessantuno anni deceduto lo scorso 3 ottobre all'ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania dopo essere precipitato dal tetto di un capannone a Caivano.
I carabinieri della locale stazione e della compagnia, coordinati dalla Procura di Napoli Nord, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti del titolare dell'impresa, un trentasette anni indagato per omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche e per omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.
L'incidente si è verificato il 2 ottobre durante l'esecuzione di interventi in quota su un capannone industriale, svolti dalla vittima insieme a due colleghi impiegati in modo irregolare.
L'analisi dei filmati degli impianti di videosorveglianza dell'area ha confermato la totale assenza di dispositivi di protezione individuali e di presidi di sicurezza per gli interventi in altezza.
Subito dopo la caduta, mentre l'operaio giaceva al suolo gravemente ferito ma ancora cosciente, il datore di lavoro avrebbe cercato di alterare la ricostruzione dei fatti.
Un testimone accorso sul posto ha infatti riferito ai militari le parole rivolte dall'imprenditore al lavoratore: “Non ti preoccupare, si risolve tutto, se ti chiedono qualcosa dici che ti hanno investito e l'assicurazione ti paga”.
Dagli accertamenti condotti dai militari del Nucleo Ispezione del Lavoro è inoltre emerso che la registrazione formale del contratto di lavoro della vittima è avvenuta soltanto in seguito al verificarsi dell'infortunio.
L'esame delle registrazioni del servizio d'emergenza e i riscontri dei tracciati satellitari dei mezzi di soccorso hanno confermato che i primi aiuti sono stati prestati direttamente sul posto da persone terze estranee alla gestione del cantiere.
Nell'ambito dello stesso procedimento giudiziario risultano iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo in cooperazione anche il committente delle opere e il proprietario dell'immobile.
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