I tavoli per l'intesa sul nucleare con l'Iran sono "in letargo invernale". Così l'Alto Rappresentante Europeo per la Politica Estera, Josep Borrell, alla conferenza finale del Consiglio Europeo degli Affari Esteri di Bruxelles.
"Non abbiamo alcun interesse a spingere l'Iran verso una maggiore complicità o cooperazione con la Russia. Ma è chiaro che quello che è successo all'interno dell'Iran, il suo contributo allo sforzo militare russo, anche se l'Iran continua a negarlo, ha paralizzato un processo negoziale che nella sua essenza, già prima dell'estate, era a un punto molto maturo. Ora è congelato. Vedremo cosa succederà", dice.
"Nella mia telefonata di ieri con il ministro degli Esteri iraniano, ho detto chiaramente che devono cessare il loro sostegno militare verso la Russia. L'Iran lo nega, ma credo che abbiamo abbastanza prove", prosegue.
"Inoltre, ho detto che devono rilasciare i cittadini di doppia nazionalità, europea e iraniana, che sono detenuti in Iran, e che devono rispettare gli impegni certificati dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica", continua.
"Le sanzioni non sono solo necessarie, sono assolutamente inevitabili", evidenzia Borrell. "Questo significa che sono sufficienti? No, ovviamente non sono sufficienti. Se solo fosse così facile, molti problemi sarebbero risolti", aggiunge.
"Ma le sanzioni hanno una dimensione politica e una dimensione pratica. E certamente all'Iran non piace che applichiamo le sanzioni. Ma non abbiamo altra scelta che farlo, perché gli eventi che si sono verificati sono quelli che sono", prosegue.
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