Israele: "Missili iraniani a due stadi possono colpire Roma, Parigi e Berlino"

L'aviazione israeliana bombarda il sito nucleare di Natanz. Katz annuncia un’escalation con il sostegno Usa, ma Putin blinda l'asse con l'Iran: "Siamo partner affidabili".

(Prima Notizia 24)
Sabato 21 Marzo 2026
Roma - 21 mar 2026 (Prima Notizia 24)

L'aviazione israeliana bombarda il sito nucleare di Natanz. Katz annuncia un’escalation con il sostegno Usa, ma Putin blinda l'asse con l'Iran: "Siamo partner affidabili".

“L’Iran ha lanciato un missile balistico intercontinentale a due stadi con una gittata di 4.000 km verso un obiettivo americano sull’isola di Diego Garcia. Questi missili non sono destinati a colpire Israele. La loro gittata raggiunge le capitali europee: Berlino, Parigi e Roma sono tutte a portata di tiro”. Lo ha detto il capo di stato maggiore israeliano Eyal Zamir, lanciando un monito diretto alla sicurezza dell'Europa.

La tensione in Medio Oriente ha raggiunto un nuovo punto di rottura dopo che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno lanciato una vasta operazione aerea colpendo obiettivi strategici nel cuore dell'Iran.

Nel mirino è finito nuovamente il complesso di arricchimento nucleare di Natanz, un'azione definita dall’Organizzazione per l’energia atomica di Teheran (AEOI) come "un atto del nemico americano-sionista che viola le leggi internazionali".

Nonostante la gravità dell'attacco, l'AEOI ha rassicurato su X che "non vi è stata alcuna fuoriuscita di materiale radioattivo e non sussiste pericolo per i residenti".

Contemporaneamente all'offensiva, le IDF hanno identificato un lancio di missili balistici dall'Iran verso il territorio israeliano, attivando i sistemi di difesa e inviando avvisi d'emergenza sui cellulari della popolazione.

L’aviazione israeliana ha confermato di aver completato nella notte una missione mirata a "decapitare le capacità strategiche del regime", colpendo depositi e siti di produzione di componenti essenziali per i missili balistici e sistemi di difesa aerea dislocati a Teheran.

Il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, durante un vertice al comando sotterraneo delle IDF, ha annunciato un ulteriore inasprimento del conflitto: “Questa settimana l’intensità degli attacchi che le Forze di difesa israeliane e l’esercito statunitense condurranno contro il regime terroristico iraniano e le infrastrutture da cui dipende, aumenterà significativamente”. Katz ha ribadito la volontà di proseguire l'offensiva "finché non sarà eliminata ogni minaccia alla sicurezza dello Stato di Israele e agli interessi statunitensi nella regione".

Sul fronte diplomatico, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha cercato di rassicurare i paesi vicini, affermando che l'unico beneficiario dei disaccordi tra nazioni islamiche è "l'entità sionista".

Più teso il fronte dei trasporti: il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz resta aperto — pur condizionando il passaggio sicuro delle navi, come quelle giapponesi, al coordinamento con Teheran — e ha chiarito che l'Iran non cerca un semplice cessate il fuoco, ma "una fine completa, totale e duratura della guerra".

In questo scenario di crisi, è arrivato il forte segnale di Vladimir Putin. In occasione delle festività del Nowruz, il Cremlino ha diffuso una nota in cui il presidente russo invia auguri alla Guida Suprema e a Pezeshkian, sottolineando che "Mosca rimane un amico leale e un partner affidabile di Teheran in questo momento difficile".


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