
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 15 Ottobre 2026, 14:50
Istat: oltre 5,4 milioni di italiani sono in condizioni di povertà assoluta. Le associazioni dei consumatori: "Quadro critico"
L'istituto di statistica registra un lieve arretramento dell'indigenza rispetto al record del 2024, ma le associazioni denunciano il peggioramento dei dati rispetto al quadriennio precedente e la crescita dei poveri nell'ultimo decennio.
Lieve contrazione ma sostanziale stabilità per i livelli di indigenza in Italia nel 2025. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Istat, le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta si attestano a oltre 2,1 milioni, per un totale di circa 5,4 milioni di individui.
In termini percentuali, l'incidenza tra i nuclei familiari scende all'8,0% (rispetto all'8,4% registrato nel 2024) e al 9,3% tra le singole persone (in calo dal 9,8% dell'anno precedente).
Resta stabile anche la povertà relativa, che interessa il 10,8% delle famiglie e il 14,8% degli individui, pari a oltre 2,8 milioni di nuclei per complessive 8,7 milioni di persone, mentre i minori che versano in povertà assoluta risultano 1,13 milioni.
I numeri hanno subito innescato la reazione delle associazioni di tutela dei consumatori.
"Cala la povertà rispetto al record storico dello scorso anno, ma restano dati da Terzo Mondo, indegni di un Paese civile", ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. Analizzando il report, Dona ha evidenziato come "rispetto al 2024 si registra una diminuzione della povertà assoluta rispetto a tutti gli indicatori, sia rispetto al numero di famiglie, 2 mln e 105 mila contro il record di 2 mln e 224 mila del 2024, sia rispetto alla percentuale delle famiglie in povertà assoluta pari all’8% contro l’8,4% dell’anno precedente, sia rispetto al numero di individui, 5 milioni e 435 mila contro il primato storico dello scorso anno di 5 mln e 744 mila, sia rispetto alla percentuale di individui poveri, 9,3% contro 9,8%".
Il rappresentante dell'Unc ha comunque sottolineato che "se la diminuzione dei poveri è certo positiva, va detto che i parametri sono comunque tutti peggiori rispetto a quelli del 2021, prima che arrivasse il Governo Meloni. Insomma, c’è un miglioramento rispetto al dato peggiore di sempre, quello del 2024, ma si torna ai nastri di partenza con i poveri che si collocano tra quelli più bassi del 2021 e quelli più alti del 2022. Insomma, siamo ancora lontani dai valori precrisi, prima dello scoppio della guerra in Ucraina".
In linea con questo giudizio appare anche la disamina del Codacons, focalizzata sul trend di lungo periodo: "Nel 2025 il numero di famiglie in condizione di povertà assoluta risulta stabile sul 2024, ma l’andamento degli ultimi dieci anni rivela una crescita sensibile dei cittadini poveri che sono oggi 837mila in più rispetto al 2015", si legge nelle valutazioni diffuse dall'associazione. L'organizzazione sottolinea infatti come "in base ai numeri dell’istituto di statistica nel 2015 le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta erano 1.582.000, pari a 4.598.000 individui.
Nel 2025 il numero è salito rispettivamente a 2.105.000 famiglie e 5.435.000 persone. Questo significa che rispetto a 10 anni fa si contano 523mila famiglie in più in condizione di povertà assoluta, e ben 837mila individui in più".
La nota si conclude evidenziando come l'incidenza sia passata dal 6,1% delle famiglie e dal 7,6% della popolazione del 2015 agli attuali valori dell'8% e del 9,3%, "numeri che dimostrano in tutta la loro drammaticità come guerre, inflazione e caro-energia abbiano spinto una fetta di famiglie verso la soglia di povertà, riducendo redditi e capacità di spesa e aggravando le difficoltà economiche di una parte della popolazione".
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