
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 23 Giugno 2026
Italiani in vacanza, Eumetra: ferie beneficio rigenerante, ma il budget si accorcia
Un'indagine rivela che un terzo della popolazione preferisce tagliare altre voci di spesa o accorciare la permanenza pur di staccare la spina.
Le difficoltà economiche e l'incremento generalizzato dei listini non frenano il desiderio di evasione della popolazione, che continua a identificare nel periodo feriale un tassello irrinunciabile del proprio modello di vita.
I dati emersi dall'ultimo rapporto dell'istituto Eumetra fotografano un Paese determinato a difendere il proprio diritto al riposo, anche a costo di rimodulare le strategie di gestione finanziaria familiare.
Piuttosto che cancellare la prenotazione dal calendario, un ampio segmento di intervistati preferisce attuare una spending review sui consumi quotidiani o, in alternativa, sacrificare il numero complessivo di pernottamenti, salvaguardando l'esperienza del viaggio.
Dall'analisi emerge un netto mutamento antropologico rispetto al passato: il soggiorno fuori porta ha perso quasi del tutto la vecchia funzione di status symbol sociale per trasformarsi in una vera e propria necessità terapeutica.
Oltre la metà del campione esaminato dichiara che la finalità principale della partenza risiede nella rottura dei ritmi frenetici e nel distacco netto dalle incombenze professionali o accademiche accumulate nel corso dei mesi invernali.
Questa urgenza di decompressione risulta particolarmente accentuata nella fascia giovanile compresa tra i 18 e i 34 anni, dove l'esigenza coinvolge una quota ancora più significativa di soggetti.
Subito dopo, quasi un italiano su due individua nelle settimane di stop lo strumento principe per ricostruire l'equilibrio psicofisico e ricaricare le riserve mentali, mentre per una vasta porzione della platea il fulcro resta la condivisione di momenti significativi con la cerchia degli affetti più stretti e degli amici.
Le motivazioni si differenziano in base ai fattori generazionali: se la popolazione sopra i 55 anni ricerca soprattutto attività e gratificazioni difficilmente accessibili durante il resto dell'anno, i profili più giovani si muovono spinti dalla curiosità intellettuale e dal bisogno di stimoli inediti.
Questo cambiamento investe la percezione stessa di esclusività. Oggi, per un cittadino su tre il vero sfarzo non è legato a strutture sfarzose, bensì alla totale assenza di vincoli orari e alla riappropriazione della propria autonomia decisionale; una percentuale identica associa l'eccellenza alla possibilità di esplorare aree geografiche mai visitate prima.
Trovano spazio in questa graduatoria anche il ritorno alla dimensione naturale e l'opportunità di riscoprire il piacere della tavola con i giusti tempi.
Al contrario, la tanto discussa disconnessione tecnologica dai dispositivi mobili e dalle piattaforme digitali non rientra tra le priorità dei vacanzieri: la stragrande maggioranza della popolazione non avverte la necessità di spegnere smartphone e caselle di posta elettronica per godersi il soggiorno.
Lo scenario complessivo delinea la centralità del comparto turistico nel paniere dei valori nazionali: pur in un contesto di forte incertezza e prudenza finanziaria, il viaggio si consolida come un investimento primario per la tutela del benessere individuale.
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