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- Roma - Venerdì 3 Luglio 2026
Khamenei, la salma dell'Ayatollah nella Grande Moschea. L'omaggio del capo dei Pasdaran, prima apparizione pubblica dall'inizio della guerr
La salma di Khamenei è esposta nella Grande Moschea di Teheran, dove si svolgono omaggi da parte di delegazioni internazionali e cittadini.
La salma dell'Ayatollah Ali Khamenei è esposta nella Grande Moschea Imam Khomeini di Teheran, dove da ore delegazioni straniere, personalità religiose e cittadini stanno rendendo omaggio alla Guida Suprema uccisa nelle prime fasi della guerra contro Stati Uniti e Israele, alla fine di febbraio. Tra le immagini che hanno attirato maggiormente l'attenzione ci sono quelle di Ahmad Vahidi, capo delle Guardie Rivoluzionarie, apparso in pubblico per la prima volta dall'inizio del conflitto. Il comandante dei Pasdaran si è recato davanti alla bara di Khamenei, ha appoggiato una mano sul feretro e si è raccolto in preghiera. Domani inizieranno i tre giorni di tributo nazionale, mentre le autorità iraniane prevedono una partecipazione senza precedenti: soltanto a Teheran sono attese tra i 15 e i 20 milioni di persone.
Il capo dei Pasdaran torna in pubblico
Quella di Ahmad Vahidi è la prima apparizione pubblica dall'inizio della guerra, scoppiata a febbraio. Le immagini della sua visita alla Grande Moschea sono state diffuse dai media iraniani e una fotografia del momento è stata condivisa anche dall'agenzia Fars. Dall'inizio del conflitto Vahidi aveva mantenuto un profilo estremamente basso, probabilmente per evitare di diventare un obiettivo e di essere ucciso come il suo predecessore. Nelle immagini il capo delle Guardie Rivoluzionarie appare davanti alla bara di Khamenei. Dopo aver appoggiato una mano sul feretro, si è fermato a pregare in omaggio alla Guida Suprema.
Delegazioni da quasi cento Paesi
Teheran si prepara intanto ad accogliere rappresentanti provenienti da ogni parte del mondo. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ai funerali parteciperanno delegazioni ufficiali, personalità e gruppi provenienti da quasi cento Paesi. "Quasi 100 Paesi, tra delegazioni ufficiali, personalità e gruppi popolari, parteciperanno ai funerali di Khamenei", ha dichiarato Baghaei, secondo quanto riportato da Iran International. Saranno presenti anche rappresentanti ufficiali provenienti dall'Europa orientale. Diversa, invece, la scelta compiuta nei confronti dei governi europei considerati ostili a Teheran. "Sono presenti delegazioni ufficiali provenienti dall'Europa orientale, ma i Paesi europei che si sono schierati a sostegno della guerra contro la Repubblica islamica non sono stati invitati", ha spiegato il portavoce.
I leader stranieri attesi a Teheran
Tra le personalità attese in Iran figurano l'ex presidente russo Dmitry Medvedev e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. La Cina sarà invece rappresentata da He Wei, alto funzionario parlamentare. In queste ore i media iraniani stanno dando grande spazio all'arrivo delle delegazioni straniere che si stanno alternando nella Grande Moschea per rendere omaggio alla salma di Khamenei. Tra i presenti vengono citati studiosi religiosi e intellettuali provenienti dall'Indonesia e dall'Afghanistan, il presidente della Regione del Kurdistan iracheno, membri delle Forze di Mobilitazione Popolare e rappresentanti del cosiddetto Fronte della Resistenza. Altre immagini diffuse dai media mostrano anche l'arrivo in Iran del primo ministro armeno. Secondo l'agenzia iraniana Isna, a rendere omaggio al "leader martire della rivoluzione" sono giunti anche intellettuali provenienti da Malesia, Libano, Afghanistan, Norvegia, Pakistan, Russia, Tunisia, Senegal e India, oltre a rappresentanti di alcuni Paesi dell'America Latina, tra cui Argentina e Messico.
Cinque bare nella Grande Moschea
Nella Grande Moschea di Teheran non è esposta soltanto la salma di Ali Khamenei. Le immagini mostrano cinque bare, tutte avvolte o dipinte con i colori della bandiera iraniana. Accanto al feretro della Guida Suprema si trovano quelli di alcuni membri della sua famiglia. Tra le vittime ci sono il genero dell'Ayatollah, Mesbah-ol-Hoda Bagheri, la figlia maggiore Seyyedeh Boshra Hosseini Khamenei e la nuora Zahra Haddad Adel. La quinta bara, molto più piccola delle altre, contiene i resti della nipote di Khamenei, Zahra Mohammadi Golpaygani, morta a soli 14 mesi. Accanto al piccolo feretro è stata collocata una fotografia della bambina.
La Grande Moschea aperta giorno e notte
Il complesso della Grande Moschea Imam Khomeini resterà aperto senza interruzioni, giorno e notte, fino a lunedì per permettere alla popolazione e alle delegazioni di rendere omaggio alle vittime. L'edificio è stato completamente trasformato per i giorni del lutto. Le pareti sono ricoperte da grandi ritratti di Khamenei, che ha ricoperto il ruolo di Guida Suprema per tre decenni. Accanto alle immagini dell'Ayatollah sono state esposte bandiere nere in segno di lutto e bandiere rosse, simbolo del martirio e della vendetta. Secondo quanto riferito dall'Irib, la televisione pubblica iraniana, tra i primi a raggiungere la Grande Moschea ci sono state personalità religiose provenienti dall'Afghanistan e dall'Indonesia. Le immagini diffuse dai media iraniani e internazionali mostrano scene di dolore e pianto. Nella moschea si alternano folle di cittadini comuni, rappresentanti politici e personalità religiose, raccolti in preghiera davanti alle bare.
Domani iniziano i tre giorni di tributo nazionale
Il momento più imponente delle commemorazioni inizierà domani, con l'avvio dei tre giorni di tributo nazionale organizzati in Iran. Le autorità prevedono che soltanto nella capitale possano arrivare tra i 15 e i 20 milioni di persone. Numeri enormi per un addio destinato a coinvolgere l'intero Paese. Una processione con la salma di Khamenei attraverserà le strade di Teheran prima dell'ultima parte del viaggio. Martedì il feretro raggiungerà infatti la città santa di Qom. Per l'Iran si apre così una lunga cerimonia di lutto nazionale, mentre la Grande Moschea di Teheran è già diventata il centro dell'omaggio alla Guida Suprema e ai familiari uccisi con lui nelle prime fasi della guerra.
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