
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 13 Ottobre 2026, 12:05
Manovra finanziaria, stallo sul taglio Irpef per il ceto medio: risorse orientate verso fragili, sanità e salari giovani
Nel vertice di maggioranza al Mef emerge l'ipotesi di congelare la riduzione delle aliquote sui redditi tra 50mila e 60mila euro per finanziare bonus sanitari e misure per le partite Iva.
L'ipotesi di un taglio dell'aliquota Irpef dal 43 al 33% per lo scaglione di reddito compreso tra i 50mila e i 60mila euro rischia di uscire dal pacchetto della prossima manovra di bilancio.
Durante un confronto di maggioranza svoltosi al Ministero dell'Economia, sarebbe infatti emersa l'orientamento di destinare le limitate risorse a disposizione ad interventi mirati per sostenere anziani, soggetti fragili e per rafforzare i salari dei lavoratori più giovani.
A ricostruire il quadro delle trattative sono i quotidiani Il Sole 24 Ore e La Repubblica, i quali evidenziano le difficoltà di copertura finanziaria per il restyling delle aliquote destinate al ceto medio.
Sul taglio dell'Irpef "il dossier non è chiuso, perché una parte di maggioranza e Governo continueranno a premere per tenerlo in corsa. Ma al momento appare congelato: perché le coperture non ci sono, a meno di non rinunciare alle idee alternative come quella del bonus per i fragili, carta uscita ieri alla riunione per intercettare una platea più ampia, e concentrata ancora una volta sulle fasce di reddito più basse", si legge sul quotidiano economico.
Tra le misure allo studio del Ministero dell'Economia figura l'anticipo delle detrazioni per le spese sanitarie sostenute dalle fasce a basso reddito, oggi recuperabili soltanto con la dichiarazione dei redditi dell'anno successivo e precluse agli incapienti.
"Anticiparle per tutti è impossibile per ragioni di cassa: per cui si lavora a un bonus a forfait, il cui valore dipenderà dalla soglia di reddito dei beneficiari. In gioco entrerebbero prima di tutto le spese per le prestazioni sostenute fuori dal sistema sanitario nazionale, a partire da quelle odontoiatriche", aggiunge Il Sole 24 Ore. In tema di lavoro, l'esecutivo valuta la conferma della detassazione sugli incrementi salariali derivanti dai rinnovi contrattuali, mentre pare destinato al rinvio lo sconto fiscale sulle tredicesime: "se ne potrebbe riparlare a fine 2027, conti e volontà politica permettendo (in mezzo ci sono anche le elezioni)".
L'orientamento del governo risponde anche a valutazioni di opportunità politica, dato che i "margini sono risicatissimi" per una misura che "più volte la premier Giorgia Meloni ha indicato come l'obiettivo prioritario della sua quinta manovra".
Secondo le stime riportate da La Repubblica, l'intervento sull'Irpef andrebbe a beneficio di circa 3 milioni di contribuenti, una platea ritenuta "contenuta" rispetto alle priorità dell'elettorato. Si valuta così di dirottare parte della provvista finanziaria verso l'innalzamento del tetto della flat tax per il popolo delle partite Iva.
"Meglio concentrarsi su qualcosa di più spendibile nelle urne. È intorno a questo ragionamento che emerge la possibilità di alzare la soglia della flat tax per le partite Iva. Dopo averla portata da 65mila a 85mila euro, ora si punta a posizionare l'asticella intorno ai 100mila euro. In tal senso, l'esecutivo è intenzionato a rilanciare la trattativa con Bruxelles dato che per l'allargamento occorrerebbe intervenire contestualmente sulla normativa Iva", precisa il quotidiano romano.
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