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  • Roma - Martedì 13 Ottobre 2026, 12:20

Manovra, Giorgetti alla Camera sullo scostamento: "Nuvoloni all'orizzonte, proseguiamo sul consolidamento".

Il ministro dell'Economia minimizza le assenze tra i banchi e difende la linea della finanza pubblica. Opposizioni e il senatore a vita Monti contro la richiesta di extra-deficit: "A rischio la tenuta dei conti in una crisi di debito mondiale".

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Giornata decisiva e ad alta tensione politica nell'Aula della Camera per le dichiarazioni di voto e le deliberazioni sul Documento programmatico di finanza pubblica e sullo scostamento di bilancio.

Sul tavolo dell'emiciclo sono state depositate tre risoluzioni riguardanti lo scostamento — presentate dal centrosinistra unito, da Azione e dalla maggioranza di centrodestra — oltre a quattro testi incentrati sul Dpfp, per i quali si aggiunge il documento di Futuro Nazionale, recepiti con il parere favorevole del governo espresso dalla sottosegretaria Lucia Albano.

A far discutere prima ancora del dibattito economico è stato il vistoso vuoto tra i banchi dei deputati, stigmatizzato con un sorriso e una battuta dal titolare del Ministero dell'Economia. Pochi in Aula? "Ma io c'ero...", ha risposto Giorgetti replicando ai cronisti che chiedevano conto dei ranghi ridotti.

Già in apertura della sua relazione il ministro aveva constatato le defezioni esordendo con un ironico "buongiorno onorevoli colleghi presenti...", prima di precisare che "molti di voi hanno partecipato alle riunioni delle commissioni" e lasciarsi andare a un ulteriore commento informale: "Eh, questi non vogliono lavorare di lunedì, ma mi sembra che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia".

Entrando nel merito delle scelte finanziarie e dell'attivazione della clausola di salvaguardia per la difesa e l'energia, il ministro ha difeso la necessità della misura: la richiesta di scostamento "è un passo consapevole di scostamento rispetto alla linea di prudenza che ho richiamato. Sono qualcosa che la commissione riconosce e che i mercati hanno riconosciuto sostenibile in un percorso di sostenibilità della finanza del debito pubblico italiano".

Analizzando lo scenario macroeconomico internazionale, Giorgetti ha ricordato le difficoltà di programmazione in un contesto globale instabile: "Programmare soprattutto a tre anni in situazioni di grande turbolenza è assai complicato e gli aggiornamenti, come dimostrano le rilevazioni del Fmi sono settimanali, per cui la decisione fondamentale che sottende ai nostri ragionamenti è che quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta prima di uscire un mare a aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell'imbarcazione ed è quello che abbiamo cercato di fare. Questa rotta riteniamo di doverla confermare in un momento come questo in cui si annunciano nuvoloni all'orizzonte e questo documento risponde a questa impronta e mira a rispettare il sentiero di consolidamento della finanza e punta a rispettare i target fissati dalla nuova governance europea e se le condizioni lo consentiranno sarà possibile l'uscita dalla procedura a primavera".

Di parere opposto il senatore a vita Mario Monti, che ha annunciato il proprio voto contrario sullo scostamento prefigurando scenari cupi per i mercati internazionali: "Io voterò contro lo scostamento di bilancio e la ragione è semplice: il mondo è entrato in una fase che si chiamerà crisi del debito pubblico mondiale, qualcosa di più grave di quello che abbiamo vissuto con la crisi italiana del debito pubblico. Quella era gravissima per noi, ma era una crisi in quel momento muoveva dall'Italia e aveva però il resto dell'eurozona piuttosto sana, gli Stati Uniti erano molto sani. Oggi le difficoltà finanziarie di questi giorni, ma temo di questi anni, nascono molto più in alto nella gerarchia storica dei paesi. Gli Stati Uniti sono il primo responsabile e nell'Unione europea la Francia oggi è il più colpito, anche perché non ha fatto quelle cose che noi siamo stati indotti, non costretti, ma indotti a fare. Ecco, quindi stiamo molto molto attenti nella gestione del debito e per questa ragione voterò contro lo spostamento di bilancio".

Durissima anche l'offensiva del Partito Democratico. Durante la discussione, la deputata dem Cecilia Guerra ha puntato il dito sul disinteresse dei parlamentari di maggioranza: "Solidarietà al ministro Giorgetti che ha parlato di fronte ad un'Aula vuota, non si è mai visto in un passaggio così significativo che nessuno si presenti. È stato abbandonato totalmente dalla sua maggioranza ed è indecente", aggiungendo che si tratta di "un documento vuoto che fotografa in modo impietoso il fallimento di questo governo e la grande vulnerabilità del Paese".

A fare eco alle critiche è stato anche il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo PD a Palazzo Madama: "Quello che questo documento dice è: indebitiamoci, senza spiegare assolutamente il perché, ma semplicemente per liberare risorse che servono per la campagna elettorale. Non abbiamo alcun elemento per fare una valutazione di ciò che il Governo intenda fare, propaganda a parte. Ci si chiede di votare un indebitamento che, secondo le stime, porterebbe nel biennio 2027-28 a una crescita del Pil pari a circa uno 0,1% che, considerando che nonostante l'apporto del Pnrr la crescita in questi anni è stata minima, ci fa capire quanto la strategia economica del governo sia assolutamente vuota. Un indebitamento non per finanziare un'emergenza a favore dei cittadini e delle imprese, ma per assecondare richieste prive di qualsiasi fondamento logico su difesa ed energia. Speriamo solo che sull'energia non si proceda con strumenti come quelli usati per le accise mobili dove, a fronte di minimi effetti sui prezzi alla pompa, si è regalato quasi un miliardo ai produttori e ai distributori di benzina".

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