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  • Milano - Lunedì 12 Ottobre 2026, 12:35

Meloni ad Assolombarda: "Sull'energia necessarie risposte strutturali e di lungo periodo"

Intervento della premier all'assemblea degli imprenditori a Milano: "L'economia ha retto l'onda d'urto, nel 2026 la crescita può toccare l'1%. Lo Stato deve essere un alleato di chi produce".

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Intervenendo all'assemblea di Assolombarda a Milano, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è tornata ad analizzare la congiuntura economica nazionale e le criticità legate ai costi energetici per il sistema produttivo.

"Se non costruiamo risposte strutturali e di lungo periodo rischiamo di restare in balia dell'emergenza", ha premesso il capo del governo, tracciando un quadro della tenuta del tessuto industriale italiano di fronte alle turbolenze internazionali. "La crescita italiana è debole, ma l'economia ha retto l'onda d'urto. Voglio ringraziarvi a nome della nazione per il vostro contributo", ha aggiunto la premier rivolgendosi alla platea di imprenditori.

"Se l'Italia è forte, autorevole e ammirata nel mondo, il merito è soprattutto delle imprese e dei loro lavoratori, è di chi cerca di non accontentarsi perché in un mondo che corre sempre più rischia di non esserci spazio per chi indietreggia e per chi tentenna".

Meloni ha quindi fornito una stima positiva sul PIL per l'anno in corso, rivendicando la bontà degli indicatori macroeconomici consolidati nei primi due trimestri: "I dati per i primi sei mesi di quest'anno ci dicono che la crescita per il 2026 può arrivare all'1 per cento, in linea con le principali economie europee, e anche stavolta, oltre le previsioni".

Passando al ruolo del Paese nello scenario continentale, il capo del governo ha rivendicato un approccio assertivo a Bruxelles: "L'Italia non siede in Europa per dire sempre di si. L'Italia è uno dei paesi che l'Europa l'ha fondata e ha il diritto e il dovere di dire quando le cose non vanno", ha proseguito, per poi spostare l'attenzione sui mercati internazionali ed emergenti. "È facile vedere opportunità negli Stati Uniti o nel Golfo, più difficile vederle in Africa. Ma parliamo del continente più giovane del pianeta e tra i mercati che cresceranno di più nei prossimi decenni. Esserci significa non lasciare ad altri un'opportunità che può essere soprattutto nostra".

Infine, la presidente del Consiglio ha ribadito l'impostazione culturale e politica dell'esecutivo nei confronti del mondo delle imprese e delle politiche fiscali: "Un'industria che vuole creare ha certamente bisogno di volontà, ma ha anche bisogno di uno Stato che accompagni, che la consideri un alleato e che non la consideri un mero soggetto da tassare quando non direttamente da controllare o addirittura da ostacolare", ha affermato la premier. "Il governo ci sarà quando serve e vi lascerà lavorare, perché alle volte il migliore aiuto a chi produce e non mettersi di traverso".

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