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  • Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 11:50

Mobilitazione studentesca in tutta Italia per il "No Meloni Day", cortei e momenti di tensione da Roma a Torino

Migliaia di ragazzi in piazza contro le politiche scolastiche del governo e la spesa militare. A Roma bruciate le bandiere di Usa e Israele, scontro a Torino con lancio di uova contro la polizia e blitz pacifico alla Normale di Pisa.

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Il mondo della scuola e delle università è sceso in piazza in decine di città italiane per la giornata di mobilitazione nazionale del "No Meloni Day".

Dopo le occupazioni degli istituti superiori registrate nei giorni scorsi, migliaia di studenti hanno sfilato lungo le arterie principali di Roma, Torino, Milano, Firenze, Genova, Cagliari e di diversi centri del Veneto, chiedendo maggiori risorse per l'istruzione pubblica, il contrasto al caro affitti e lo stop ai finanziamenti per gli armamenti.

A Roma il corteo promosso dai collettivi liceali — che le sigle organizzatrici stimano in circa ventimila partecipanti — è partito da via Cavour in direzione del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere. Durante il percorso, all'altezza di via Marmorata, gruppi di manifestanti a volto coperto hanno lanciato petardi e bombe carta, posizionando cassonetti in mezzo alla carreggiata per bloccare la viabilità.

Tra gli striscioni e la presenza di bandiere palestinesi, la manifestazione ha visto anche il rogo simbolico delle bandiere di Stati Uniti e Israele e il lancio di slogan contro il governo e le istituzioni.

Grave tensione anche a Torino, dove oltre duemila studenti hanno attraversato il centro cittadino imbrattando le immagini della premier Meloni, dei ministri Crosetto e Valditara e dei rappresentanti dell'opposizione. Davanti alla sede dell'Ufficio scolastico regionale, difeso dagli agenti in tenuta antisommossa, si è verificato un lancio di uova e la distruzione di un carro armato di cartone dato alle fiamme con fumogeni.

Dagli altoparlanti del corteo è stato ribadito il rifiuto delle politiche belliche: "Non è più il momento del dialogo, siamo arrabbiati. Non ci sono i soldi per le nostre scuole ma per le loro guerre sì. Siamo stanchi, non vogliono che mettiamo in discussione la guerra che ci fanno vivere. Lo ribadiamo, noi la guerra non la paghiamo. Se questa settimana abbiamo occupato trenta scuole, la prossima settimana saranno cento. Bruciamo tutto".

Iniziative e cortei si sono svolti senza scontri a Milano, con il corteo "Nessuno è straniero", e a Firenze, dove oltre duemila ragazzi hanno sfilato denunciando le carenze strutturali degli edifici scolastici e la precarietà del corpo docente. A Pisa, un blitz pacifico condotto dagli allievi della Scuola Normale sulla scalinata dell'istituto ha ritardato l'avvio della cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico, organizzato per protestare contro la riduzione dei fondi e la gestione delle selezioni d'accesso.

Mobilitazioni analoghe si sono registrate anche a Genova, Cagliari e in diverse province del Veneto, mentre per la seconda parte della giornata è previsto il proseguimento degli scioperi per il clima promossi dal movimento Fridays for Future.

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