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- Roma - Martedì 16 Giugno 2026
Chat sessista tra dipendenti Atm, salgono a sette le persone coinvolte: tra loro anche un pensionato
Il caso di una chat sessista in Atm coinvolge sette dipendenti, suscitando indignazione e richieste di provvedimenti disciplinari.
Si allarga il caso della chat sessista emersa all'interno di Atm, l'azienda che gestisce il trasporto pubblico milanese. Sarebbero sette le persone coinvolte nel gruppo WhatsApp finito al centro delle polemiche per la condivisione di immagini di donne riprese dalle telecamere installate su tram e autobus, accompagnate da commenti offensivi e a sfondo sessuale. Secondo quanto emerso, il gruppo era composto da un conducente, cinque dipendenti amministrativi e un pensionato, tutti riconducibili al deposito Ticinese di Milano. Nelle prossime ore l'azienda dovrebbe decidere quali provvedimenti disciplinari adottare nei confronti dei soggetti coinvolti.
Le immagini riprese dalle telecamere dei mezzi pubblici
L'episodio ha sollevato particolare indignazione perché le fotografie condivise nella chat sarebbero state ottenute utilizzando immagini provenienti dalle telecamere di videosorveglianza presenti a bordo dei mezzi pubblici. Le foto ritraevano passeggere e clienti dei trasporti pubblici e venivano accompagnate da commenti giudicati volgari e denigratori. Un comportamento che ha aperto interrogativi non soltanto sul rispetto delle persone coinvolte, ma anche sull'utilizzo improprio di strumenti destinati alla sicurezza dei passeggeri.
La denuncia presentata da Atm
Dopo aver appreso quanto accaduto, Atm ha deciso di muoversi immediatamente sul piano legale. Nella giornata di lunedì 15 giugno l'azienda ha infatti depositato una denuncia presso la Polizia Locale per segnalare l'utilizzo non autorizzato delle immagini provenienti dalle telecamere di bordo. Parallelamente verrà presentato anche un esposto al Garante per la Protezione dei Dati Personali affinché vengano effettuate tutte le verifiche necessarie. L'obiettivo è chiarire come le immagini siano state acquisite e condivise e accertare eventuali responsabilità.
La posizione dell'azienda
Atm ha preso una posizione netta nei confronti dell'accaduto, sottolineando la propria volontà di contrastare qualsiasi comportamento incompatibile con i valori aziendali. "Atm vuole ribadire fortemente la propria determinazione contro ogni forma di discriminazione o comportamento lesivo nel rispetto assoluto per i clienti e a tutela delle migliaia di dipendenti corretti che rappresentano l'Azienda, e conferma altresì di adottare senza esitazione tutti i provvedimenti necessari", ha dichiarato la società in una nota ufficiale.
La scoperta casuale durante un viaggio sul tram
La vicenda è venuta alla luce grazie alla segnalazione di una giovane passeggera. La ragazza si trovava a bordo del tram 15 diretto a Rozzano quando avrebbe notato sul telefono di un dipendente Atm, fuori servizio e seduto poco davanti a lei, una conversazione aperta su WhatsApp. Incuriosita da quanto appariva sullo schermo, avrebbe visto una serie di messaggi e fotografie accompagnate da commenti ritenuti particolarmente offensivi nei confronti delle donne ritratte. La scoperta è avvenuta nella mattinata di sabato 13 giugno e ha immediatamente suscitato preoccupazione nella giovane, che ha deciso di non lasciare cadere l'episodio nel silenzio.
Le frasi offensive condivise nel gruppo
Tra i contenuti osservati dalla passeggera ci sarebbe stata anche l'immagine di una ragazza fotografata di spalle, con un'inquadratura focalizzata sul lato B. Sotto la fotografia compariva la frase: "È il mio dolce per voi". A seguire sarebbero comparsi ulteriori commenti dello stesso tenore da parte degli altri partecipanti alla conversazione, alimentando un clima che la giovane ha ritenuto particolarmente grave e offensivo.
La segnalazione e l'intervento di Carlotta Vagnoli
Convinta che quanto visto non potesse passare inosservato, la ragazza ha deciso di raccontare l'accaduto e segnalare il caso. La vicenda è stata successivamente rilanciata dall'attivista e scrittrice Carlotta Vagnoli, che ha portato il caso all'attenzione pubblica e ha provveduto a informare direttamente Atm. Da quel momento l'azienda ha avviato le verifiche interne che hanno consentito di identificare i partecipanti alla chat e di ricostruire quanto accaduto.
Attesa per i provvedimenti disciplinari
Ora l'attenzione è concentrata sulle decisioni che Atm adotterà nei confronti delle sette persone coinvolte. L'azienda ha già annunciato la propria intenzione di agire con fermezza e nelle prossime ore potrebbero arrivare i primi provvedimenti disciplinari, mentre proseguono gli accertamenti sul possibile utilizzo illecito delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza. Una vicenda che ha aperto un ampio dibattito sul rispetto della privacy, sull'uso corretto delle tecnologie di controllo e sulla necessità di contrastare comportamenti discriminatori e offensivi all'interno degli ambienti di lavoro.
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