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- Napoli - Martedì 27 Ottobre 2026, 16:20
Napoli, omicidio Bacio Terracino: due arresti
Ordinanza di custodia in carcere per Ciro Culiersi e Oscar Pecorelli, accusati di aver partecipato al delitto ripreso dalle telecamere. Svolta nelle indagini della Dda grazie alle dichiarazioni dei pentiti.
A diciassette anni di distanza dal fatto di sangue, svolta nelle indagini sull'omicidio di Mariano Bacio Terracino, il cinquantatreenne assassinato a colpi di pistola l'11 maggio 2009 all'esterno di un bar in vicolo Santa Maria del Pozzo, nel rione Sanità a Napoli.
I Carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Ciro Culiersi, 39 anni, e Oscar Pecorelli, 47 anni.
Le immagini dell'agguato, riprese dai sistemi di videosorveglianza del locale e diffuse nei mesi successivi per favorire l'identificazione del killer, fecero il giro del mondo per la brutalità dell'esecuzione.
I nuovi elementi emersi dalle indagini hanno permesso agli inquirenti di fare luce sui livelli organizzativi ed esecutivi dell'azione di fuoco: secondo la ricostruzione della Dda, Culiersi avrebbe guidato lo scooter utilizzato per condurre l'esecutore materiale sul luogo del delitto, mentre Pecorelli, attualmente detenuto al regime del 41-bis, è ritenuto l'ideatore e il promotore dell'agguato.
Culiersi era tornato in libertà lo scorso 16 ottobre dopo aver scontato una condanna nel carcere di San Gimignano. Gli accertamenti ipotizzano inoltre il coinvolgimento di un terzo soggetto, nel frattempo deceduto, e di altri complici in fase di identificazione.
Alla base della riapertura del caso vi sono le recenti rivelazioni di diversi collaboratori di giustizia, tra cui un pentito che ha iniziato a rendere dichiarazioni agli inquirenti nel febbraio del 2026.
Secondo la linea investigativa, il delitto va inquadrato in una vendetta trasversale maturata all'interno delle dinamiche camorristiche: l'eliminazione di Bacio Terracino sarebbe infatti la ritorsione per l'omicidio dello storico boss di Afragola Gennaro Moccia, risalente agli anni Settanta, vicenda processuale da cui la vittima era stata a suo tempo assolta.
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