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- Roma - Lunedì 29 Giugno 2026
Obesità, diabete e malattie cardiometaboliche: da Bruxelles una roadmap europea per rafforzare prevenzione e cure
Al Parlamento europeo istituzioni, comunità scientifica e associazioni dei pazienti di undici Paesi hanno discusso una strategia comune contro obesità, diabete e malattie cardiovascolari. Al centro del confronto il Safe Hearts Plan e il modello italiano, primo al mondo a riconoscere l'obesità come malattia cronica.
Obesità, diabete e malattie cardiometaboliche rappresentano una delle principali sfide sanitarie dei prossimi anni. Per questo motivo il Parlamento europeo di Bruxelles ha ospitato l'incontro internazionale "European Health Future: Towards a Coordinated Agenda on Obesity and Cardiometabolic Challenge", promosso nell'ambito delle attività della COTA Alliance (Cardiometabolic, Diabetes & Obesity Tackling Alliance). L'iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali europei, delegazioni provenienti da undici Paesi, società scientifiche e associazioni dei pazienti con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e favorire politiche sanitarie più coordinate nella prevenzione e nella gestione delle patologie cardiometaboliche. Ad aprire i lavori sono stati l'eurodeputato Michele Picaro, il managing director di AmCham Italy Simone Crolla e, con un videomessaggio, il commissario europeo per la Salute e il Benessere animale Olivér Várhelyi.
Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte
Durante il confronto è stato evidenziato come le malattie cardiovascolari continuino a rappresentare la principale causa di morte nell'Unione europea. Ogni anno provocano circa 1,7 milioni di decessi e generano un impatto economico superiore ai 282 miliardi di euro. A questo scenario si aggiunge la crescente diffusione del diabete, che interessa ormai il 7,8% della popolazione europea, mentre l'obesità continua ad aumentare nonostante venga ancora spesso considerata una semplice conseguenza dello stile di vita e non una vera patologia cronica. Secondo i dati presentati nel corso dell'incontro, le complicanze legate a obesità e sovrappeso causano ogni anno circa 1,2 milioni di morti in Europa. Le stime indicano inoltre che entro il 2030 un europeo su due potrebbe convivere con problemi di obesità.
Il modello italiano tra gli esempi da seguire
Uno dei temi centrali del summit è stato il cosiddetto "Modello Italiano". L'Italia è infatti il primo Paese al mondo ad aver riconosciuto giuridicamente l'obesità come malattia cronica attraverso la Legge 149 del 2025, introducendo strumenti dedicati per favorire l'accesso alle cure, il monitoraggio della patologia e il finanziamento di interventi strutturali. Nel corso dei lavori sono state illustrate anche altre esperienze europee considerate particolarmente significative, come il programma di screening gratuito Prolamvano avviato in Grecia e la nuova Roadmap francese 2026-2030, orientata a garantire un accesso più equo alle terapie innovative.
Più prevenzione e cure coordinate
Dal confronto tra istituzioni, esperti e associazioni dei pazienti è emersa la necessità di rafforzare la collaborazione tra i sistemi sanitari nazionali. Tra le priorità indicate figurano una maggiore integrazione tra prevenzione e cura, il potenziamento della medicina generale come primo punto di accesso ai percorsi assistenziali e il superamento delle differenze ancora esistenti tra i vari Paesi europei nell'accesso alle terapie. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai Paesi dell'Europa centro-orientale, dove obesità, diabete e mortalità cardiovascolare continuano a registrare livelli superiori rispetto alla media europea.
Picaro: "L'equità nelle cure è un principio democratico."
Nel suo intervento l'eurodeputato Michele Picaro ha sottolineato l'importanza della fase di attuazione delle strategie europee. "Il Safe Hearts Plan segna un cambio di passo storico per l'Unione Europea nell'approccio alle malattie cardiometaboliche, ma la vera sfida si gioca ora sul terreno dell'attuazione nazionale, che resta di competenza degli Stati membri. Come Parlamento Europeo, il nostro impegno è quello di accompagnare questo percorso affinché l'indirizzo europeo possa ridurre le disuguaglianze di accesso alle cure ancora presenti tra i diversi territori dell'Unione. L'equità nell'accesso alla prevenzione e alle cure non è solo un obiettivo sanitario, ma un principio democratico fondamentale su cui costruire il futuro della salute in Europa. Piattaforme come COTA che supportano la cooperazione tra diversi Paesi, la comunità scientifica e i pazienti rappresentano un grande valore per l'accelerazione.".
Crolla: "Condividere le migliori esperienze."
Per Simone Crolla, managing director dell'American Chamber of Commerce in Italy, la COTA Alliance rappresenta uno strumento fondamentale per favorire il dialogo tra istituzioni e comunità scientifica."La tappa del Parlamento Europeo rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita della COTA Alliance. Dopo l'avvio delle prime iniziative in Paesi come Italia, Polonia e Croazia, stiamo consolidando una piattaforma permanente di dialogo tra istituzioni, comunità scientifica, associazioni dei pazienti e industria. Il nostro obiettivo è favorire la condivisione delle migliori esperienze europee, a partire dal modello italiano sul riconoscimento dell'obesità come malattia cronica, affinché possano diventare un patrimonio comune e contribuire a rafforzare la sostenibilità dei sistemi sanitari e il benessere dei cittadini europei.".
Lilly: "L'innovazione da sola non basta."
Anche Lilly Italy Hub ha ribadito la necessità di accompagnare i progressi della ricerca con politiche sanitarie adeguate. "Lilly è da oltre 150 anni impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative per rispondere a sfide cruciali come diabete e obesità. Grazie alla ricerca oggi l'innovazione offre soluzioni d'avanguardia per migliorare la vita di milioni di pazienti in Europa e nel mondo. Ma l'innovazione da sola non basta per affrontare efficacemente questa emergenza: servono politiche sanitarie e modelli organizzativi in grado di garantire diagnosi tempestive, percorsi di cura integrati e un accesso equo all'innovazione per i cittadini europei, che vadano oltre l'attuale frammentazione. In questo senso, iniziative come la COTA Alliance possono favorire la cooperazione tra Stati membri, il dialogo tra evidenza scientifica e decisori pubblici, contribuendo a costruire una risposta più efficace e sostenibile.".
L'obiettivo della COTA Alliance
Al termine dell'incontro, la COTA Alliance ha confermato l'intenzione di proseguire il percorso di collaborazione avviato a Bruxelles, promuovendo un confronto stabile tra istituzioni, comunità scientifica, associazioni dei pazienti e stakeholder. L'obiettivo è contribuire allo sviluppo di politiche sanitarie condivise che consentano ai cittadini europei un accesso sempre più uniforme alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alle cure per obesità, diabete e malattie cardiometaboliche.
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