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- Roma - Lunedì 15 Giugno 2026
Occupazione, Eurostat: in Europa l'83% dei neodiplomati e neolaureati trova lavoro, ma l'Italia resta in coda
I dati Eurostat 2025 mostrano un aumento dell'occupazione giovanile nell'UE, ma evidenziano asimmetrie geografiche e di genere persistenti.
I dati macroeconomici sul fronte dell'istruzione e del lavoro evidenziano un trend positivo nel panorama dell'Unione Europea, pur confermando forti asimmetrie geografiche e di genere tra gli Stati membri.
Secondo gli ultimi rilevamenti diffusi da Eurostat relativi al 2025, la quota di lavoratori tra i giovani di età compresa tra i 20 e i 34 anni che hanno terminato da uno a tre anni il ciclo di studi secondari o accademici è salita all’83%, mostrando una progressione rispetto all’82,3% censito nell'anno precedente.
Questo incremento consolida una tendenza virtuosa di lungo periodo: nell'arco degli ultimi undici anni la percentuale è infatti cresciuta di 7,5 punti complessivi. L'analisi statistica conferma inoltre il forte valore strategico dell'alta formazione nel mercato occupazionale moderno. I giovani in possesso di una laurea o di un titolo terziario registrano un tasso di occupazione pari all'87%, staccando di quasi dieci lunghezze il livello riscontrato tra i coetanei che si sono fermati al diploma di scuola superiore, fermi al 77,2%.
Le classifiche per aree nazionali mostrano un divario netto tra i motori produttivi del continente e i paesi del bacino mediterraneo o dell'est. La vetta della graduatoria europea vede primeggiare Malta, dove ben il 91% dei neodiplomati e neolaureati risulta occupato, tallonata a brevissima distanza dalla Germania al 90,6% e dai Paesi Bassi al 90,1%.
Lo scenario muta radicalmente se si guarda alla parte bassa della tabella, dove permangono criticità strutturali: la Grecia chiude l'elenco con un modesto 62,4%, preceduta dall'Italia, che si attesta su un insoddisfacente 71,8%, e dalla Romania al 72,7%.
Il monitoraggio continentale pone in risalto anche il persistere del divario di genere in ambito professionale. Su scala europea, il genere maschile ottiene performance lavorative migliori, posizionandosi all'84,4% a fronte dell'81,5% registrato per la controparte femminile. Per gli uomini, le percentuali di impiego più performanti si concentrano in Cechia, Paesi Bassi e Germania, mentre i minimi storici si concentrano nuovamente in Grecia, Italia e Romania.
Passando all'universo lavorativo femminile, Malta guida la riscossa toccando il 90,5%, superando Germania e Austria, mentre i dati più scoraggianti colpiscono ancora una volta le giovani donne greche, italiane e rumene. In totale, sono ben 18 i paesi membri dell'Unione in cui la componente maschile gode di una corsia preferenziale nell'accesso all'impiego dopo gli studi, con le forbici più marcate a svantaggio delle donne localizzate in Cechia, Lettonia e Slovenia.
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