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  • Rimini - Giovedì 11 Giugno 2026

Omicidio Paganelli, Dassilva rompe il silenzio: "Ringrazio le mie mogli, fondamento della mia esistenza"

Il metalmeccanico esprime gratitudine a chi lo ha sostenuto e ribadisce la sua innocenza, confermando di voler restare in Italia.

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La vicenda giudiziaria legata alla drammatica scomparsa di Pierina Paganelli fa registrare le prime, attesissime dichiarazioni pubbliche dell'unico ex imputato. A quarantotto ore dalla pronuncia della sentenza della Corte d'Assise, che lo ha assolto con formula piena per non aver commesso il fatto, Louis Dassilva ha convocato i rappresentanti degli organi di informazione per una breve e controllata conferenza stampa.

L'incontro con la stampa, svoltosi senza la possibilità per i giornalisti di rivolgere domande dirette all'interlocutore, è servito a Dassilva per manifestare il proprio sollievo e per indirizzare una serie di sentiti riconoscimenti a tutta la rete di solidarietà che lo ha assistito e protetto nel corso degli ultimi tre anni di indagini e dibattimenti.

Il fulcro del suo discorso è stato interamente dedicato alle figure femminili che, nonostante la complessa e discussa vita sentimentale dell'uomo emersa durante la fase istruttoria, sono rimaste al suo fianco. Dassilva ha voluto esprimere la propria gratitudine verso Valeria Bartolucci e verso la compagna residente in territorio africano, madre dei suoi due figli, definendole i veri pilastri della sua tenuta psicologica: “Ringrazio specialmente le mie mogli, che sono state - come si dice - il fondamento della mia esistenza e della mia pazienza fino ad adesso”.

L'ex indagato ha poi esteso i ringraziamenti ai legali e a quanti gli hanno manifestato vicinanza, dichiarando di voler esprimere la propria riconoscenza a tutte le persone che hanno sostenuto lui e la sua famiglia, compresi coloro che gli hanno fatto pervenire qualsiasi tipologia di aiuto attraverso lettere, messaggi o semplici saluti.

La parentesi strettamente connessa all'esito del procedimento penale e alla formulazione della sentenza di assoluzione è stata liquidata con una considerazione lapidaria, volta a ribadire la totale innocenza già proclamata a più riprese fin dalle battute iniziali dell'inchiesta: “Sono molto contento e felice che la Corte d'Assise ha capito che non c'entro niente in questa faccenda, perché io non ho fatto niente, non c'entro niente con questo omicidio”.

In conclusione del suo breve monologo, l'operaio ha voluto spazzare via le indiscrezioni relative a un suo possibile e imminente allontanamento definitivo dal territorio nazionale per sfuggire alla pressione mediatica. Dassilva ha chiarito i suoi progetti futuri, confermando l'intenzione di voler ristabilire la propria ordinaria quotidianità lavorativa all'interno dei confini italiani, non prima di essersi concesso un periodo di riposo in Senegal per riabbracciare i propri affetti: "Non ho intenzione di andare via, ve lo dico dalla mia bocca. L'Italia è un paese che mi piace, mi è sempre piaciuto e sogno sempre di stare qua, di stare qua a fare la mia vita qua".

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