Ultim’ora

Cronaca

  • Prima Notizia 24
  • Milano - Giovedì 11 Giugno 2026

Inchiesta "Uno Bianca": i Pm di Bologna interrogano i fratelli Savi nel carcere di Bollate

I magistrati Paolo Guido e Lucia Russo hanno secretato i verbali dei colloqui avvenuti nel penitenziario milanese dopo le clamorose rivelazioni televisive sull'ombra dei Servizi Segreti. Scena muta per l'ex poliziotto, mentre il fratello risponde alle domande. Durissima la reazione delle famiglie dei caduti: "Nessun credito ai loro silenzi".

Condividi questo articolo

La nuova e complessa attività d'indagine sui misteri mai risolti della banda della Uno Bianca registra una cruciale accelerazione investigativa all'interno dei percorsi di approfondimento giudiziario della magistratura emiliana.

Il procuratore capo di Bologna, Paolo Guido, insieme alla procuratrice aggiunta Lucia Russo, si sono recati personalmente presso la struttura carceraria di Bollate, situata nell'hinterland di Milano, per sottoporre a un serrato esame investigativo i fratelli Roberto e Fabio Savi.

Il nuovo procedimento penale, scaturito a seguito di un dettagliato esposto presentato dai legali dell'associazione dei parenti dei caduti, mira a far luce sulla possibile presenza di coperture istituzionali, complici mai identificati o mandanti occulti dietro alla lunga scia di sangue che, nel periodo compreso tra il 1987 e il 1994, provocò 23 vittime e il ferimento di oltre cento persone.

L'esigenza di ascoltare nuovamente Roberto Savi, ex assistente della Polizia di Stato e figura di vertice del sodalizio criminale, è maturata in seguito ad alcune scottanti affermazioni rilasciate dallo stesso detenuto lo scorso maggio alle telecamere del programma televisivo "Belve Crime". Durante l'intervista, l'ex poliziotto condannato all'ergastolo ha esplicitamente ipotizzato il coinvolgimento degli apparati di sicurezza statale, asserendo che, in specifiche circostanze di sangue, l'input a compiere i delitti sarebbe giunto direttamente da ambienti riconducibili ai Servizi segreti.

I magistrati intendono verificare tali dichiarazioni focalizzandosi in particolare su alcuni dei fatti di sangue più efferati della rassegna criminale: l'agguato mortale di Castel Maggiore del 20 aprile 1988, costato la vita ai carabinieri Umberto Erriu e Cataldo Stasi, e il tragico assalto consumato il 2 maggio 1991 all'interno dell'armeria di via Volturno a Bologna, nel quale vennero assassinati i coniugi Licia Ansaloni e Pietro Capolungo.

L'esito dei colloqui investigativi ha tuttavia ricalcato la complessa strategia processuale dei due fratelli. Se da un lato Roberto Savi ha scelto di trincerarsi dietro la facoltà di non rispondere davanti ai pubblici ministeri, il fratello Fabio Savi ha invece accettato di rispondere ad alcuni quesiti formulati dagli inquirenti.

Tutti i contenuti dei verbali e le informazioni raccolte dai magistrati bolognesi sono stati immediatamente sottoposti al più stretto regime di segreto istruttorio. L'agenda dei magistrati prevede ora la possibilità di estendere le audizioni a tutti gli altri membri superstiti della banda ancora in vita, ovvero l'ultimo dei fratelli Savi, Alberto, oltre a Marino Occhipinti e Luca Valicelli, mentre è uscito definitivamente di scena Pietro Gugliotta, suicidatosi lo scorso gennaio.

La condotta tenuta dai due ergastolani all'interno del carcere milanese ha suscitato l'immediata e indignata reazione da parte del comitato che riunisce i parenti delle vittime. Il presidente dell'associazione, Alberto Capolungo, ha commentato con parole di estrema fermezza l'esito del blitz dei magistrati, censurando l'atteggiamento manipolatorio dei responsabili dei delitti: “E' vergognoso che uno vada in tv per lanciare messaggi biascicati senza alcuna sostanza o prova possibile e quando vanno i magistrati a sentirlo non dica nulla. Questo conferma la totale inattendibilità del criminale. E' ancora più grave che due assassini che hanno partecipato a tutti gli eventi diano versioni così contrastanti. Questo dimostra che non possiamo assolutamente fidarci delle loro parole, illazioni o dei loro silenzi”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti