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  • Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 12:15

Prezzi dell'energia e competitività industriale al centro del vertice Ue, il Consiglio Europeo chiede verifiche sull'ETS 2

I leader comunitari accelerano sul mercato unico e sollecitano interventi sul costo dell'energia. La Commissione valuterà gli impatti del sistema di scambio delle emissioni per tutelare le imprese.

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Azione coordinata per abbattere i costi energetici, salvaguardia del tessuto industriale e impulso all'integrazione del mercato unico. Sono i pilastri delle conclusioni adottate dal Consiglio europeo a Bruxelles a margine della verifica dei progressi legati all'agenda "Un'Europa, un mercato".

I capi di Stato e di Governo hanno sollecitato la Commissione e i colegislatori ad accelerare il calendario dei lavori su diversi fronti strategici, a partire dall'eliminazione delle barriere interne al mercato unico, dal completamento dell'Unione dell'energia entro il 2030, dalla riduzione delle dipendenze strategiche e dal sostegno al rinnovamento industriale e degli investimenti.

Nel dettaglio delle politiche energetiche, i leader dell'Unione hanno evidenziato l'urgenza di contrastare l'impatto dei prezzi elevati sulle filiere produttive, accogliendo con favore la proposta di rinviare specifici obblighi del regolamento sul metano e l'orientamento dell'Esecutivo comunitario a prorogare il quadro temporaneo degli aiuti di Stato per i settori energivori più esposti.

L'agenda prevede inoltre interventi a breve termine per efficientare le capacità delle raffinerie Ue e la promozione di meccanismi volontari per l'aggregazione della domanda d'acquisto di energia. Un passaggio centrale dell'intesa riguarda la sostenibilità del mercato del carbonio.

Il Consiglio ha invitato formalmente la Commissione aggiornare la valutazione degli impatti dell'ETS 2, con particolare riferimento alla sua architettura e ai meccanismi di garanzia. L'obiettivo prioritario espresso dalle cancellerie europee è assicurare la prevedibilità e il corretto funzionamento del mercato, proteggendo le aziende dal rischio di rilocalizzazione delle emissioni di CO2 fuori dai confini dell'Unione e mitigando la volatilità dei prezzi dell'elettricità, pur mantenendo ferma la funzione dell'ETS come stimolo agli investimenti ecologici.

L'assise europea ha infine fatto il punto sui negoziati per il nuovo quadro finanziario pluriennale, raccomandando al presidente del Consiglio di stringere i tempi per giungere a un accordo entro la fine del 2026, tappa necessaria per consentire l'approvazione delle norme attuative nel 2027 e l'erogazione continua dei fondi europei a partire da gennaio 2028.

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