Le sanzioni dell'Occidente contro Mosca sono "una minaccia al mondo intero". Così il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ripreso dalla Tass, intervenendo all'Eastern Economic Forum di Vladivostok. "La pandemia è stata rimpiazzata da nuove sfide globali che pongono una sfida al mondo intero. Mi riferisco alla frenesia delle sanzioni occidentali, agli aggressivi tentativi" occidentali "di imporre un modello di comportamento ad altri Paesi, privandoli di sovranità e soggiogandoli al suo volere".
Per quanto riguarda le sanzioni, prosegue, "è impossibile isolare la Russia", che "non ha perso e non sta perdendo nulla a causa dell'Operazione speciale", cioè l'attacco all'Ucraina, "ma ha anzi rafforzato la propria sovranità". La certezza, per Putin, è che "l'economia globale attraversa un periodo difficile, ma la logica della cooperazione vincerà sicuramente".
Mosca non ha cominciato le operazioni di guerra in Ucraina, ma "sta cercando di mettere fine ad esse, perché è dal 2014 che continuano", aggiunge.
Inoltre, il Presidente russo sta pensando di porre restrizioni alle esportazioni verso l'Europa di grano e sementi di produzione ucraina, e di questo vuole parlare con il Presidente della Turchia, Recep Tayyp Erdogan: "Forse dovremmo pensare di limitare l'export di grano e altri alimenti lungo questa rotta. Credo proprio che ne parlerò con il presidente turco Erdogan. Dopotutto, siano stati noi a elaborare il processo di esportazione dei cereali ucraini".
"Limitare i prezzi del gas russo è un'altra stupidità che non ha futuro", prosegue. "Il mercato europeo delle risorse energetiche era un tempo privilegiato, ora non lo è più", mentre "la domanda di risorse energetiche della Cina cresce e gli accordi energetici con la Russia funzionano".
Nel frattempo, è deceduto Artem Bardin, il comandante dell'amministrazione ucraina di Berdyansk, occupata dai russi, in seguito al bombardamento della sua automobile, avvenuto ieri. E' quanto riferisce il Kyiv Independent, precisando che Bardin è deceduto in ospedale, per le ferite rimediate nell'esplosione.
Il Ministro russo degli Esteri, Serghiei Lavrov, ha detto all'agenzia Interfax che Mosca ha chiesto "chiarimenti" all'Aiea in merito al rapporto riguardante la centrale nucleare di Zaporizhzhia, che, secondo il documento, presenta una situazione "insostenibile": "C'è bisogno di chiarimenti supplementari, perché quel rapporto contiene un certo numero di punti interrogativi. Abbiamo chiesto questi chiarimenti al direttore generale dell'Aiea" Grossi. Ieri, l'Ambasciatore di Mosca all'Onu ha biasimato che il rapporto non "indicasse chiaramente" che le bombe fatte cadere sulla centrale nucleare sarebbero di provenienza ucraina.
"In attesa della fine del conflitto e del ripristino di condizioni stabili, c'è urgente bisogno di misure ad interim per evitare che un incidente nucleare sia provocato dai danni fisici causati da strumenti militari". E' quanto scrive l'Aiea nel suo rapporto, che parla di situazione "insostenibile" a Zaporizhzhia e del possibile rischio di disastro nucleare, che "può avere un serio impatto nel Paese e oltre i suoi confini". Per questo motivo, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica si appella per "l'urgente creazione di una zona di protezione della sicurezza nucleare".
Nel rapporto di 52 pagine, l'Agenzia sottolinea tutte le problematiche riscontrate durante la visita della delegazione, e parla di "situazione senza precedenti". "E' la prima volta che un conflitto militare si è svolto tra le strutture", evidenzia il documento dei tecnici, i quali "hanno osservato danni in diverse zone causati dagli eventi segnalati", collegati alla guerra, "con alcuni dei danni vicino agli edifici del reattore". I tecnici "hanno osservato che alcuni lavori di riparazione erano già stati effettuati o erano in corso per alcuni dei danni e hanno notato che ulteriori lavori sarebbero necessari per riparare tutti i danni causati".
Per l'Agenzia, che ha ottenuto di poter lasciare due tecnici come ispettori per controllare l'evolversi degli eventi, la situazione è da ritenersi "chiaramente insostenibile" anche per i dipendenti ucraini, i quali "operano in condizioni estremamente stressanti sotto il controllo delle forze armate russe".
Mentre il Direttore Generale dell'Agenzia, Rafael Grossi, è atteso al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, l'appello a porre fine ai bombardamenti non è stato ascoltato: una potente esplosione è avvenuta a Energodar, la città dove si trova la centrale nucleare più grande d'Europa, causando lo stop dell'erogazione di acqua ed elettricità ai cittadini.
Anche questa volta, Kiev e Mosca si accusano a vicenda dei bombardamenti. Inoltre, i filorussi segnalano che è stato danneggiato un serbatoio di olio combustibile, il quale sarebbe caduto nel canale che eroga acqua utile a far funzionare la centrale nucleare. Su queste segnalazioni, neanche l'Aiea è riuscita a fare chiarezza: l'Agenzia, infatti, ha potuto solo constatare gli effetti dei bombardamenti. D'altra parte, ha evidenziato il capo di Energoatom, Petro Kotin, la missione della delegazione era vincolata a un limite di mandato, perciò non può avanzare la pretesa che i russi terminassero l'"occupazione", che è "la radice del problema". Perchè si arrivi alla smilitarizzazione, ha continuato Kotin, sarebbe necessario che i Caschi Blu dell'Onu intervengano con una missione di peacekeeping.
Intanto, dopo aver ottenuto lo stop al referendum a Kherson per l'annessione alla Federazione Russa, le truppe di Kiev hanno riferito che la controffensiva sta andando avanti. L'avanzamento è stato confermato anche dal Pentagono.
"Dall'inizio dell'operazione di liberazione del Sud dell'Ucraina - ha dichiarato il Consigliere Presidenziale Oleksiy Arestovych - l'esercito ha ripreso diversi insediamenti sulla sponda occidentale del Dnepr" e entro le prossime settimane potrà circondare il nemico lungo la sponda orientale, iniziando a respingerlo. Questa scommessa si aggiunge ai progressi che l'Esercito sostiene di aver fatto lungo il fronte orientale. Inoltre, un consigliere ucraino ha riferito di attendere entro breve tempo l'annuncio di "grandi notizie dal presidente Zelensky sulla controffensiva nella regione di Kharkiv".
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