Ultim’ora

Ambiente

  • Prima Notizia 24
  • Bruxelles (Belgio) - Venerdì 11 Settembre 2026

Rinnovabili: Decine di associazioni manifestano a Bruxelles

Militanti di 17 Paesi Ue hanno protestato davanti alla sede delle istituzioni europee contro le politiche energetiche dell'Ue chiedendo una moratoria su impianti eolici e solari

Condividi questo articolo

Manifestanti provenienti da 17 Paesi dell'Ue, si sono riuniti mercoledì 9 settembre 2026, davanti alla sede belga del Parlamento europeo, per protestare contro i progetti di energia rinnovabile impattante sul territorio, e chiedere modifiche alla politica energetica dell'Ue, tra cui una moratoria sulle turbine eoliche onshore e offshore e sui grandi impianti solari a terra.

L'iniziativa intitolata "Stop Green Greed" (Fermiamo l'avidità verde), è stata organizzata da EU Charade, una coalizione paneuropea formata da oltre 120 associazioni e comitati civici provenienti da 17 Paesi dell'Ue, e dalla coalizione TESS – Transizione Ecologica Senza Speculazione, una rete ambientale italiana che riunisce oltre 140 associazioni e comitati civici italiani.

I manifestanti si sono radunati nello spazio antistante le istituzioni europee per chiedere una moratoria immediata sulla costruzione di parchi eolici (onshore e offshore) e grandi impianti solari a terra.

La protesta è stata organizzata per contestare le attuali politiche energetiche dell'Ue accusate di favorire la speculazione finanziaria a danno dei territori, dei paesaggi naturali e dell'agricoltura.

I motivi principali della mobilitazione del 9 settembre sono: la richiesta di moratoria, ovvero lo stop immediato alle installazioni industriali eoliche e fotovoltaiche su larga scala; la richiesta ai vertici UE di effettuare una revisione trasparente e scientifica sull'uso dei fondi pubblici e sull'efficacia reale di queste tecnologie per la stabilità della rete; e, soprattutto, la tutela del patrimonio, a tal proposito i manifestanti hanno lanciato un appello per la salvaguardia del patrimonio culturale, architettonico e naturale europeo dal "consumo di suolo" legato ai mega-impianti.

Tra le associazioni italiane che hanno partecipato all'iniziativa, Italia Nostra Toscana, poiché i suoi soci sono fermamente convinti “che la difesa della natura, del paesaggio e del patrimonio culturale, è parte integrante di una vera politica di sostenibilità”.

Per rendere immediatamente comprensibile l'assurdità di sacrificare il nostro patrimonio per una transizione ideologica, l'Italia ha scelto un'iperbole forte: "Volete davvero sacrificare la Gioconda per produrre elettricità?"

Una provocazione ovviamente simbolica, che richiama l'idea di un'Europa che rischia di distruggere ciò che la rende unica, il suo paesaggio, la sua storia, in nome di soluzioni parziali, costose e di efficacia climatica dubbia.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti