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  • Milano - Martedì 20 Ottobre 2026, 20:35

Scontri a Milano, il Gip convalida gli arresti: "Pianificato un progetto per destabilizzare l'ordine pubblico"

Resta la misura della custodia in carcere per 4 dei maggiorenni fermati sabato, mentre uno passa ai domiciliari. Convalidati gli arresti anche per gli 11 minorenni. 

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Restano in carcere quattro dei cinque maggiorenni arrestati per i disordini e i saccheggi che hanno sconvolto il centro di Milano nel fine settimana, mentre per un quinto giovane sono stati disposti i domiciliari con braccialetto elettronico.

Lo ha deciso il gip di Milano, Fabrizio Filice, al termine degli interrogatori di garanzia sui fatti di sabato scorso, convalidando le misure cautelari per le accuse a vario titolo di devastazione, saccheggio e resistenza pluriaggravata.

Provvedimenti di convalida e applicazione di misure cautelari — tra comunità, domiciliari e permanenza in casa — sono arrivati anche da due gip del Tribunale per i minorenni nei confronti degli 11 giovanissimi arrestati in flagranza, con il rigetto in diversi casi della custodia in carcere avanzata dalla Procura.

Nelle motivazioni dei provvedimenti, il giudice Filice sottolinea l'elevata pericolosità della situazione e il concreto pericolo di reiterazione dei reati: "E' evidente, dal proseguire del battage via social per convocare altre proteste nei prossimi fine settimana, che è in atto un preciso progetto di destabilizzazione dell'ordine pubblico, che conta proprio sulla spontanea partecipazione di molti giovani che (...) trovandosi in quella situazione di sfogo collettivo di rabbia e violenza, perdono completamente il controllo dei propri impulsi e diventano a propria volta attori violenti e antisociali".

Per il magistrato, il rischio "che ciò possa accadere di nuovo nel breve termine è altissimo, bastando considerare che il giorno successivo ai fatti, domenica 18 ottobre, si è creata una situazione analoga e che dal giorno successivo si sono diffuse nuove convocazioni via social" dagli account 'Italia in piazza' e 'Movimento 17 ottobre', attualmente sotto indagine per la diffusione di appelli dal profilo "violento e insurrezionale".

Ripercorrendo la dinamica dei disordini, il gip evidenzia come una manifestazione annunciata come "pacifica e a scopo sociale" sia "immediatamente degenerata in una vera e propria guerriglia urbana", con "aggressioni di gruppo e armate" contro gli agenti, devastazioni del centro cittadino e saccheggi nei confronti di esercizi commerciali.

Tra i singoli profili, il giudice reputa "indubbiamente più gravi" le condotte di un 21enne e di un 19enne rimasti in carcere, indicati tra i protagonisti dei lanci di pietre e cassonetti contro le forze dell'ordine "mettendo gravemente a rischio l'incolumità degli agenti" e dei passanti.

Va invece ai domiciliari un 24enne che, pur non avendo partecipato a devastazioni, si è "intromesso nelle fasi di arresto di un altro soggetto" ingaggiando una colluttazione con un poliziotto.

Sul fronte dei giovanissimi finiti al Beccaria, emergono i dettagli forniti dai legali difensori. L'avvocata Francesca Rena, che assiste un quattordicenne per il quale la Procura ha sollecitato la custodia in carcere, ha chiesto la non applicazione di alcuna misura cautelare spiegando che il ragazzo, studente di terza media senza precedenti, si era perso tra la folla mentre si trovava con la madre e "ha iniziato a seguire il gruppo, ha visto scene di guerriglia urbana e purtroppo, come un ragazzino di 14 anni, è rimasto fermo a guardare". 

Sul vizio di filmare gli scontri con lo smartphone, la legale ha aggiunto: "Non è bello o giusto, eticamente, fare video di determinate cose, ma qual è il quattordicenne che non l'avrebbe fatto?".

Sul fronte investigativo, proseguono gli accertamenti della Digos sui circa 500 partecipanti alle violenze, affiancati da una decina di Daspo urbani già emessi dalla Questura. Nel frattempo, tra oggi e domani sono previsti gli interrogatori dei sei maggiorenni fermati per i disordini di domenica.

Tensione e strascichi giudiziari si registrano infine anche a Bologna, dove la gip Roberta Malavasi ha convalidato l'arresto di uno studente universitario di 21 anni fermato durante gli scontri in zona stazione. Il giovane, accusato di violenza e resistenza aggravata, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l'udienza, depositando una dichiarazione scritta per contestare le modalità dell'arresto; nei suoi confronti la giudice ha disposto l'obbligo di firma quotidiano, rigettando la richiesta di domiciliari avanzata dalla Procura.

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