
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 20 Ottobre 2026, 19:15
Decreto sicurezza e baby gang: via libera dal Cdm, il Quirinale frena sull'attribuzione di funzioni di polizia giudiziaria ai militari
Semaforo verde dell'esecutivo al provvedimento che introduce il reato di partecipazione violenta alle manifestazioni e il fermo preventivo per i minorenni. Il Colle esprime riserve sulla concessione di qualifiche giudiziarie all'Esercito, imponendo lo stralcio della norma per concedere il proprio avallo.
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto legge in materia di sicurezza e contrasto alla criminalità minorile, varato all'esito di una giornata di vertici tecnici a Palazzo Chigi guidati dal sottosegretario Alfredo Mantovano.
Il provvedimento interviene per inasprire le risposte sanzionatorie dopo i violenti disordini che hanno devastato il centro di Milano nel fine settimana, introducendo nuovi strumenti di prevenzione e repressione delle condotte di gruppo.
A illustrare le novità principali è stata la premier Giorgia Meloni al termine della riunione di governo: “Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze che hanno sconvolto Milano e altre città italiane nel fine settimana, negozi saccheggiati vetrine distrutte, forze dell'ordine aggredite. Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare per questo oggi il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto con nuove misure per prevenire e contrastare queste violenze”, ha dichiarato in un video.
Tra le fattispecie incriminatrici di nuova introduzione spicca la partecipazione violenta ai cortei: “Se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere, fino a 20 mila euro di multa. Se avevi il volto coperto o se hai ferito qualcuno, la pena aumenta e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo”, ha scandito la presidente del Consiglio.
L'impianto del testo comprende inoltre l'estensione del fermo preventivo per i minorenni oltre le 12 ore, l'adozione dell'arresto in flagranza differita per i danneggiamenti commessi in gruppo, il divieto di aggregazione per i soggetti considerati pericolosi per l'ordine pubblico e il potenziamento del dispositivo "Strade sicure".
Proprio sull'estensione delle prerogative della difesa si è manifestato l'intervento del Presidente della Repubblica in sede di vaglio preventivo di costituzionalità.
Nell'esercizio delle sue funzioni di garanzia costituzionale e firma dei decreti-legge, il Quirinale ha espresso un netto rilievo sulla norma che mirava ad attribuire la qualifica e i poteri di polizia giudiziaria ai militari delle forze armate. L'eccezione mossa dagli uffici del Colle ha imposto al governo la revisione della misura, condizione indispensabile affinché il Capo dello Stato possa concedere l'autorizzazione alla presentazione e alla successiva emanazione del provvedimento.
Il clima resta teso a Milano, dove per la mattinata di domani il prefetto Claudio Sgaraglia ha convocato il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica alla presenza del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
Commentando l'imminente vertice e i rinforzi in arrivo, il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha invocato un approccio integrato: “Discutiamone perché il tema è certamente delicato, io ritengo come stanno dicendo in molti che non possa essere solo un problema di repressione. Assolutamente no. Mi preoccupa il fatto che questa situazione, che nasce anche da un malessere che tutti noi non possiamo non vedere, si sposti solo sulle violenze, sulla repressione delle violenze”. Per il primo cittadino “la politica con saggezza deve affrontare anche le cause e le origini senza buonismi, senza indulgenze ma però con spirito critico. Prima di tutto rispetto al nostro lavoro, dobbiamo fare di più”.
A far eco alle parole del sindaco è giunto anche il commento del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, secondo cui “coinvolgere, accogliere dare strumenti, speranza, prospettiva, lavoro e futuro ai giovani è l'altra parte della medaglia rispetto alla prevenzione e repressione che da sole non bastano”.
In vista della manifestazione di protesta indetta per domani pomeriggio davanti a Palazzo Marino dalla Cgil con il titolo "Milano non vuole la violenza", ha confermato la propria presenza anche Mario Calabresi, candidato alle primarie del centrosinistra: “Domani parteciperò alla manifestazione e credo che sia importante dare un segnale che la città è unita. Credo che in questo momento la cosa più importante sia dare il segnale che la città è unita nel condannare la violenza e nel ritrovare una sua normalità. Non ci sono giustificazioni a quello che è accaduto e poi però bisognerà capire le motivazioni per cui questi fatti accadono e provare a curarle. Io credo che questo però sia il tempo dell'unità a Milano e un po' mi stupisce chi utilizza quanto accaduto per fare polemica politica”.
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