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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Martedì 20 Ottobre 2026, 20:45

Bresaola della Valtellina IGP, accordo tra Coldiretti, FAI e Consorzio per una filiera 100% italiana

Firmato a Roma il protocollo d'intesa per impiegare carne bovina nazionale, ridurre la dipendenza dalle importazioni e garantire la trasparenza. Prandini: “Opportunità concreta per la redditualità degli allevatori”.

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Valorizzare la carne bovina nazionale, garantire la totale trasparenza sull'origine della materia prima e offrire nuove prospettive agli allevamenti italiani riducendo la dipendenza dalle importazioni dall'estero. È questo l'obiettivo al centro del protocollo d'intesa siglato a Roma, in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Coldiretti, tra la stessa Confederazione, la Filiera Agricola Italiana Spa e il Consorzio di Tutela della Bresaola della Valtellina IGP.

L'accordo avvia un percorso strutturato per arrivare alla produzione della Bresaola della Valtellina IGP impiegando carne di bovini nati, allevati e macellati in Italia.

L'iniziativa risponde alle criticità legate ai mercati esteri e alla mancanza di reciprocità nelle regole commerciali — come evidenziato dal recente blocco delle importazioni dal Brasile nell'ambito dell'accordo Mercosur —, confermando la necessità di consolidare la capacità produttiva interna. Il piano programmatico stimato su un arco di 3-5 anni punta ad avvolgere circa 100mila bovini all'anno, destinando circa 5mila tonnellate di tagli specifici alla bresaola e valorizzando complessivamente 25mila tonnellate di carni disossate con il coinvolgimento di grande distribuzione e ristorazione.

Mentre Coldiretti promuoverà l'aggregazione dell'offerta tra le aziende agricole e Filiera Agricola Italiana curerà la tracciabilità e la gestione organizzativa, il Consorzio favorirà l'adesione delle imprese nel pieno rispetto del disciplinare di tutela.

L'intesa stabilisce inoltre le basi per un futuro Accordo nazionale di filiera per definire volumi, contratti e criteri di formazione dei prezzi a garanzia di una corretta remunerazione per gli allevatori.

A margine della firma, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha evidenziato la portata strategica del progetto: “È un accordo strategico e una grande risposta rispetto a quello che è il lavoro che fanno i nostri allevatori, dimostrando che i contratti di filiera non sono uno slogan, ma un’opportunità concreta per dare una giusta redditualità al lavoro dei nostri imprenditori, al fianco di un'industria lungimirante, che ci vuole scommettere insieme a noi”.

Il numero uno dell'organizzazione agricola ha poi tracciato le prospettive di espansione: “Questi prodotti non saranno destinati soltanto al mercato nazionale, ma vogliamo che siano sempre più presenti anche sui mercati internazionali. Per farlo, puntiamo a garantire la tracciabilità dell’intera filiera, valorizzando anche l’utilizzo dei dati per raccontare con trasparenza ogni fase del processo produttivo”.

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