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- Roma - Lunedì 22 Giugno 2026
Sondaggi, Vannacci continua a salire e mette pressione alla Lega: il centrodestra resta avanti sul campo largo
Sondaggi, Vannacci continua a salire e mette pressione alla Lega: il centrodestra resta avanti sul campo largo Futuro Nazionale cresce ancora La crescita di Roberto Vannacci nei sondaggi non si arresta.
La crescita di Roberto Vannacci nei sondaggi non si arresta. L'ultimo Monitor Italia realizzato dall'agenzia Dire-Tecnè registra un nuovo incremento per Futuro Nazionale, che raggiunge il 4,6% dei consensi, confermando un trend positivo che nelle ultime settimane sta modificando gli equilibri all'interno del centrodestra. L'aumento del movimento guidato dall'ex generale appare strettamente collegato alle difficoltà della Lega, che continua invece a perdere terreno e vede assottigliarsi il proprio peso politico all'interno della coalizione. Il dato evidenzia come una parte dell'elettorato sovranista e conservatore stia guardando con crescente interesse alla proposta politica di Vannacci, trasformandolo in uno dei protagonisti più osservati del panorama politico nazionale.
Fratelli d'Italia resta il primo partito
In cima alle preferenze degli italiani continua a esserci Fratelli d'Italia. Il partito guidato da Giorgia Meloni si mantiene stabile al 29,3%, confermando il ruolo di forza trainante della coalizione di governo. La rilevazione prende in esame i dati raccolti prima degli ultimi sviluppi internazionali che hanno visto protagonista la presidente del Consiglio, finita al centro di un duro confronto verbale con Donald Trump. Per questo motivo eventuali effetti politici dello scontro tra la premier italiana e il presidente americano potranno essere valutati soltanto nei prossimi sondaggi. Secondo alcuni osservatori, la scelta di Meloni di rispondere con fermezza alle accuse del tycoon potrebbe addirittura rafforzare la sua immagine presso una parte dell'elettorato.
La crisi della Lega
Il dato più significativo della rilevazione riguarda però il Carroccio. La Lega scende al 6,5%, perdendo un ulteriore 0,2% rispetto alla settimana precedente e confermando una fase di difficoltà che dura ormai da diversi mesi. Un risultato che colloca il partito di Matteo Salvini appena davanti ad Alleanza Verdi e Sinistra, impegnata ormai in un vero e proprio testa a testa per il quinto posto nazionale. Per la Lega si tratta di numeri lontanissimi dai risultati ottenuti negli anni d'oro della leadership salviniana, quando il partito era arrivato a superare il 30% dei consensi.
Forza Italia tiene la posizione
Situazione diversa per Forza Italia. Il partito guidato da Antonio Tajani resta stabile all'8,7%, confermandosi seconda forza della coalizione di centrodestra e mantenendo un vantaggio significativo sulla Lega. Anche Noi Moderati non registra particolari scossoni, attestandosi all'1%, pur con una lieve flessione rispetto alla precedente rilevazione.
Il centrodestra mantiene il vantaggio
Nel complesso la coalizione di governo continua a conservare il primato. Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati raggiungono insieme il 45,5% delle intenzioni di voto. Si tratta di un dato in leggero calo rispetto alla settimana precedente, ma comunque sufficiente a mantenere il vantaggio sullo schieramento di opposizione. La distanza tra le due principali aree politiche rimane infatti superiore al punto percentuale.
Il campo largo non recupera terreno
Sul fronte opposto il cosiddetto campo largo si attesta al 44,1%. La coalizione potenziale formata dalle principali forze di centrosinistra non mostra variazioni significative e resta a 1,4 punti di distanza dal centrodestra. Un margine non enorme ma sufficiente, al momento, a confermare la superiorità numerica della maggioranza che sostiene il governo.
Il Partito Democratico resta fermo
Nel centrosinistra il Partito Democratico non registra variazioni e si conferma secondo partito italiano con il 21,5%. Il dato evidenzia una fase di sostanziale stabilità per la formazione guidata da Elly Schlein, che continua a rappresentare il principale punto di riferimento dell'opposizione. Tuttavia il Pd non riesce ancora a ridurre in maniera significativa il distacco che lo separa da Fratelli d'Italia.
Movimento 5 Stelle in lieve flessione
Segno negativo invece per il Movimento 5 Stelle. Il partito guidato da Giuseppe Conte perde lo 0,3% e scende al 12,4%. Pur mantenendo un consenso a doppia cifra, i pentastellati mostrano una leggera difficoltà nel consolidare il proprio elettorato in una fase politica particolarmente complessa.
Verdi e Sinistra insidiano la Lega
Continua invece la crescita di Alleanza Verdi-Sinistra. La formazione progressista sale al 6,4% e si avvicina ulteriormente alla Lega. La distanza tra i due partiti è ormai minima e apre uno scenario che fino a pochi anni fa sarebbe apparso impensabile, con il Carroccio costretto a difendere il proprio ruolo di quinta forza politica nazionale.
I partiti centristi
Tra le formazioni minori si registra una lieve crescita sia per Italia Viva sia per Più Europa. Il partito di Matteo Renzi sale al 2,3%, mentre Più Europa raggiunge l'1,5%. Entrambe le forze continuano a rappresentare possibili alleati di un futuro schieramento progressista, anche se il loro peso elettorale resta limitato.
Calenda torna sopra la soglia del 3%
Buone notizie invece per Carlo Calenda. Azione torna infatti a raggiungere il 3%, superando nuovamente la soglia psicologica considerata cruciale in vista di eventuali consultazioni elettorali. Il partito conferma così una moderata ripresa dopo mesi caratterizzati da risultati più altalenanti.
Vannacci osservato speciale della politica italiana
Al di là delle percentuali complessive, il dato che attira maggiormente l'attenzione è quello relativo a Roberto Vannacci. La crescita costante di Futuro Nazionale suggerisce che il generale stia riuscendo a costruire uno spazio politico autonomo e riconoscibile, soprattutto nell'area del centrodestra. Se il trend dovesse proseguire nelle prossime settimane, la sua presenza potrebbe influenzare in modo sempre più significativo gli equilibri della coalizione guidata da Giorgia Meloni, sottraendo ulteriori consensi alla Lega e ridisegnando i rapporti di forza all'interno dello schieramento conservatore.
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