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  • Roma - Martedì 13 Ottobre 2026, 15:20

Spagna, bagno di folla a Ceuta per i re Felipe e Letizia: "Visita storica per ritrovare la speranza"

Migliaia di cittadini accolgono i monarchi nell'exclave nordafricana al grido di "Ceuta non si vende". Il presidente cittadino Vivas ricorda che ci sono ancora 15 mila migranti: "La visita porta speranza in un momento insostenibile".

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Accoglienza trionfale ed entusiasmo popolare per l'arrivo dei reali di Spagna, Felipe VI e Letizia, giunti a Ceuta per una storica visita ufficiale nell'exclave spagnola in Nord Africa che proseguirà domani nella vicina Melilla.

Si tratta della prima presenza dei sovrani nella città autonoma dall'ultima missione compiuta nel 2007 da Juan Carlos I e dalla regina Sofia, evento che all'epoca scatenò accese tensioni diplomatiche con il Regno del Marocco.

Giunti sul posto intorno alle 12:30, i sovrani sono stati ricevuti tra due ali di folla festante sventolante bandiere nazionali. Centinaia di residenti si sono stretti attorno ai monarchi intonando i cori "Yo soy español" e "Ceuta no se vende, Ceuta se defiende", mentre Felipe VI e la regina Letizia si sono intrattenuti per oltre un quarto d'ora a stringere le mani al pubblico.

I reali si sono poi diretti verso il Palazzo Municipale per l'incontro ufficiale con il sindaco-presidente Juan Jesús Vivas, esponente del Partito Popolare, e con i rappresentanti dei gruppi consiliari.

L'appuntamento giunge in un momento di forte pressione sociale per il territorio enclave. "La visita dei reali porta speranza a un luogo che ha molto bisogno della speranza. Pertanto, il nostro ringraziamento ai monarchi, assieme al nostro affetto", ha dichiarato il sindaco Vivas a margine dell'accoglienza, sottolineando le ripercussioni legate ai recenti flussi migratori.

Il primo cittadino ha ricordato la presenza sul territorio di circa 15.000 migranti ancora presenti dopo gli ingressi di massa registrati a fine luglio, una quota pari al 20% dell'intera popolazione locale: "Ceuta vive una situazione assolutamente insostenibile", ha ribadito Vivas, spiegando che i cittadini vivono "con il cuore in gola" di fronte all'incertezza sull'evoluzione dell'emergenza.

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