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- Roma - Sabato 20 Giugno 2026
Spagna, Begoña Gómez rinviata a giudizio: per la moglie di Pedro Sánchez scattano anche le misure cautelari
Nuovo sviluppo nell'inchiesta che coinvolge Begoña Gómez, moglie del premier spagnolo Pedro Sánchez. Il giudice istruttore ha disposto il rinvio a giudizio per la first lady e per altre due persone coinvolte nell'indagine, imponendo inoltre il ritiro del passaporto e il divieto di lasciare il Paese.
di Giorgio Neri
Si apre una nuova fase giudiziaria per Begoña Gómez, moglie del presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez. Il giudice istruttore Juan Carlos Peinado ha disposto il rinvio a giudizio della first lady nell'ambito dell'inchiesta che da mesi coinvolge il suo nome. Il provvedimento riguarda anche Cristina Alvarez, assistente di Gómez presso il Palazzo della Moncloa, e l'imprenditore Juan Carlos Barrabés. La decisione segna un passaggio importante dell'indagine e porta il caso verso il dibattimento processuale.
Le accuse contestate alla moglie del premier
Secondo quanto emerge dal provvedimento, Begoña Gómez dovrà rispondere di quattro ipotesi di reato: traffico di influenze, appropriazione indebita, corruzione e malversazione. Le stesse contestazioni sono state formulate nei confronti di Cristina Alvarez, mentre l'imprenditore Juan Carlos Barrabés è accusato di traffico di influenze e corruzione. Le accuse dovranno ora essere esaminate nel corso del procedimento giudiziario, durante il quale verranno valutati gli elementi raccolti dagli inquirenti.
Passaporto ritirato e divieto di lasciare la Spagna
Contestualmente al rinvio a giudizio, il magistrato ha disposto una serie di misure cautelari nei confronti della moglie del premier spagnolo. Tra queste figurano il ritiro del passaporto, il divieto di espatrio e l'obbligo di presentarsi periodicamente all'autorità competente con cadenza quindicinale. Le stesse restrizioni sono state applicate anche a Cristina Alvarez.
Un caso che continua a scuotere la politica spagnola
L'inchiesta che coinvolge Begoña Gómez rappresenta uno dei dossier più delicati per il governo guidato da Pedro Sánchez e continua ad alimentare il dibattito politico in Spagna. Fin dall'avvio delle indagini, la vicenda ha suscitato un forte interesse mediatico e istituzionale, con l'opposizione che ha più volte chiesto chiarimenti sull'operato della moglie del premier e sui rapporti oggetto dell'inchiesta. Con il rinvio a giudizio disposto dal giudice Peinado, il caso entra ora in una fase decisiva che potrebbe avere ripercussioni anche sul piano politico.
Cosa succede adesso
Dopo la conclusione della fase istruttoria, il procedimento proseguirà davanti ai giudici competenti che dovranno valutare nel merito le accuse formulate dalla magistratura. Il rinvio a giudizio non costituisce una condanna, ma rappresenta il passaggio con cui il giudice ritiene che vi siano elementi sufficienti per celebrare un processo e approfondire le contestazioni mosse agli imputati. L'attenzione resta alta in Spagna, dove gli sviluppi della vicenda continuano a essere seguiti con particolare interesse sia dall'opinione pubblica sia dal mondo politico.
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