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  • Prima Notizia 24
  • Milano - Venerdì 23 Ottobre 2026, 15:35

Tensioni nel Carroccio, Salvini punge Garavaglia sulla candidatura: "Stupito, non ha mandato nemmeno un messaggino"

Il vicepremier replica alle affermazioni del senatore della Lega sulla mancanza di un contatto. Garavaglia rilancia sulla sfida interna: "Servono cabine aperte al congresso per evitare condizionamenti, la Lega deve uscire dallo stereotipo di estrema destra".

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Scontro a distanza all'interno della Lega in vista del congresso di partito. Intervenendo ai microfoni dell'emittente Antenna 3, il segretario federale e vicepremier Matteo Salvini ha espresso la propria sorpresa per le recenti affermazioni del senatore Massimo Garavaglia, il quale aveva lamentato difficoltà nel mettersi in contatto con la leadership del movimento.

"Il mio telefono è sempre acceso e le sue dichiarazioni mi hanno stupito, anche perché ci siamo sentiti per più di un quarto d'ora solo tre giorni fa", ha precisato Salvini, spiegando di aver richiamato l'esponente leghista martedì scorso dopo una giornata di impegni con il settore dell'autotrasporto. 

Il segretario ha espresso amarezza per le modalità dell'annuncio della candidatura alternativa: "Scoprire della sua discesa in campo dai giornali... Non dico una telefonata, ma manco un messaggino. Comunque io al telefono rispondo sempre. Fa niente, andiamo avanti".

Non si è fatta attendere la controriposta di Garavaglia, intervistato da Sky Tg24 sulle dinamiche congressuali e sulle regole del voto. Il senatore ha avanzato la richiesta di utilizzare cabine aperte durante la votazione dei delegati, così da impedire ai votanti di fotografare la scheda per dimostrare la propria preferenza ed evitare imbarazzi o sospetti di condizionamento.

Garavaglia ha inoltre descritto la complessa ricerca delle ottanta sottoscrizioni necessarie per ufficializzare la sua sfida al vertice, lamentando come la quasi totalità dei delegati fosse già stata contattata dalla cordata opposta, pur ricordando la presenza del tetto massimo di centoventi firme previsto dal regolamento interno.

Il senatore ha infine definito la sua iniziativa una "lucida follia" dettata dalla volontà di rilanciare il consenso del partito, spostando la linea politica lontano dagli stereotipi dell'estrema destra verso un pragmatismo liberale e federalista, attento sia al popolo delle partite Iva sia ai temi sociali e ai diritti individuali.

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