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  • Roma - Venerdì 30 Ottobre 2026, 14:20

Tragedia in Bosnia, Meloni e Crosetto depongono fiori al Circo Massimo: "Nessuno dimenticherà le quattro vite spezzate"

Annullata la cerimonia inaugurale del Villaggio della Difesa a Roma, trasformato in luogo di raccoglimento. Il ministro della Difesa in volo verso la Bosnia, A. Tajani in contatto con il pilota sopravvissuto.

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l presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si sono recati presso il Villaggio della Difesa, allestito al Circo Massimo di Roma, per deporre un omaggio floreale in memoria dei quattro militari dell'Esercito Italiano deceduti nel tragico incidente d'elicottero avvenuto in territorio bosniaco.

A seguito del drammatico evento, l'amministrazione della Difesa ha disposto l'annullamento della cerimonia d'inaugurazione prevista per la mattinata, convertendo la struttura in uno spazio di raccoglimento e partecipazione per i cittadini.

In una nota ufficiale, il dicastero ha spiegato la decisione: “Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura. Quattro vite spezzate mentre erano al servizio dell’Italia. Quattro persone, quattro storie, quattro famiglie che oggi stanno affrontando un dolore immenso. A loro, ai loro cari e ai militari rimasti feriti nel tragico incidente in Bosnia-Erzegovina va il pensiero commosso e la vicinanza del Ministro della Difesa e di tutta la comunità della Difesa. In queste ore di profondo dolore, abbiamo sentito il dovere di dare un significato diverso al Villaggio della Difesa, allestito al Circo Massimo in occasione delle celebrazioni del 4 novembre”.

La nota ministeriale ha sottolineato il cambio di impostazione per la sede espositiva romana: “Il Villaggio era stato pensato come uno spazio di incontro tra le Forze Armate e i cittadini, un luogo di festa, di conoscenza e di riconoscenza verso le donne e gli uomini che ogni giorno servono il Paese. Oggi, alla luce di quanto accaduto, quel luogo assume un significato ancora più profondo. Diventa uno spazio di raccoglimento, di memoria e di partecipazione, nel quale l’intera comunità nazionale possa stringersi idealmente attorno ai nostri Caduti, alle loro famiglie, ai feriti e a tutti coloro che stanno vivendo queste ore difficili. Per questo abbiamo annullato la cerimonia inaugurale prevista per oggi.

Il Villaggio aprirà comunque al pubblico alle ore 14.00, ma non sarà una festa. Sarà un luogo nel quale ciascuno potrà manifestare, con un gesto semplice e sincero, la propria vicinanza: portando un fiore, lasciando un biglietto, dedicando una preghiera o anche soltanto fermandosi qualche minuto in silenzio.

Vorremmo che ogni cittadino che passerà dal Circo Massimo sentisse quel luogo anche un po’ suo. Perché le Forze Armate non sono un mondo separato dalla società: appartengono al popolo italiano e al popolo italiano rendono servizio. E quando quattro dei nostri militari perdono la vita mentre servono l’Italia, è giusto che tutto il Paese senta il dovere di fermarsi, ricordarli e stringersi alle loro famiglie. Nessuna parola può restituire ciò che è stato perduto. Nessun gesto può colmare il vuoto lasciato da una vita spezzata. Ma possiamo esserci. Possiamo far sentire alle famiglie che non sono sole, accompagnare con affetto i feriti e i loro cari, testimoniare la gratitudine e il rispetto di un’intera comunità. La Difesa è una grande famiglia. Oggi è una famiglia ferita, che piange i propri figli, ma che trova nella solidarietà, nella vicinanza e nella condivisione del dolore la forza per stringersi ancora di più. Basterà un fiore, un pensiero! Il modo più semplice e più bello per dire a Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura che l’Italia non li dimentica”.

Anche il capo del governo ha affidato alle piattaforme social un messaggio di memoria: “Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Oggi il mio pensiero è per loro e per chi li ama. Insieme al Ministro Guido Crosetto, ho deposto un mazzo di rose al Circo Massimo per rendere omaggio ai nostri quattro militari che hanno perso la vita in Bosnia. Abbiamo voluto che il Villaggio della Difesa, allestito in vista del 4 novembre, diventasse un luogo di raccoglimento aperto a tutti. Un luogo dove ogni italiano possa portare un fiore, lasciare un pensiero, fermarsi in silenzio. E far sentire alle famiglie dei nostri caduti la vicinanza di un’intera Nazione. So che nessuna parola può colmare un’assenza così grande. Ma esserci è un dovere. Stringerci a chi soffre, custodire il ricordo di chi abbiamo perso, accompagnare i feriti e i loro cari in queste ore difficili. A chi vorrà venire al Circo Massimo, chiedo un gesto semplice: portate un fiore. In quel fiore ci saranno il vostro affetto, il vostro rispetto, il grazie dell’Italia. Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura: non vi dimenticheremo”.

Sul fronte istituzionale e operativo, il ministro della Difesa Crosetto e il capo di Stato Maggiore della Difesa si sono messi in viaggio verso la Bosnia-Erzegovina per verificare le condizioni dei feriti. Attraverso i propri canali d'comunicazione, il ministro ha dichiarato: “Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Quattro persone che non ci sono più. Quattro famiglie alle quali nessuna parola potrà restituire ciò che hanno perduto. Da padre, da marito, da cittadino e da Ministro della Difesa, sento tutto il peso di questa tragedia. Quando uomini e donne delle nostre Forze Armate perdono la vita mentre svolgono il proprio dovere, non sono soltanto le loro famiglie a essere colpite. È tutta la nostra comunità che perde qualcosa. E io, tutti noi della Difesa, oggi, sentiamo profundamente questa perdita. Sto andando in Bosnia, con il Capo di Stato Maggiore della Difesa per rendere omaggio ai nostri Caduti, per stare vicino ai nostri militari feriti, per accertarmi personalmente delle loro condizioni e portare loro la vicinanza tangibile e l’affetto di tutta la Difesa e del Paese.

Vorrei poter trovare le parole giuste, poter dare una risposta, poter alleviare almeno un po’ il dolore di chi sta vivendo queste ore terribili. So che non sarà possibile. Ma ci sono momenti in cui non servono parole. Serve esserci. Guardare negli occhi le persone, stringere una mano, ascoltare, condividere il dolore ed aiutare, facendo sentire che nessuno sarà lasciato solo. Oggi anche il Villaggio della Difesa al Circo Massimo però dovrà cambiare significato. Non sarà più un luogo nel quale festeggiare le Forze Armate, ma un luogo nel quale l’Italia potrà fermarsi, ricordare Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura e stringersi idealmente alle loro famiglie e ai nostri feriti. E con loro ricordare tutti i servitori dello Stato che negli anni hanno perso la vita o sono stati feriti. La Difesa è una famiglia. E oggi è una famiglia ferita. Ma è anche una famiglia che non dimentica i propri membri e che non abbandona chi soffre.

A Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura va il mio pensiero più profondo. Ai loro cari il mio abbraccio. Ai nostri feriti, la promessa che saremo loro vicini, come sempre. L’Italia non dimenticherà”.

Parallelamente, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, si è mantenuto in costante contatto con l’ambasciatrice d’Italia a Sarajevo, Sarah Castellani. Il rappresentante diplomatico si è recato presso la struttura ospedaliera dove sono ricoverati gli undici sopravvissuti, favorendo un colloquio telefonico tra il ministro Tajani e il maggiore Gabriele Nori, ufficiale pilota alla guida dell'aeromobile, al quale il titolare della Farnesina ha trasmesso la massima solidarietà delle istituzioni.

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