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- Milano - Giovedì 11 Giugno 2026
Tragedia nel Milanese: uccide il padre a martellate e gli dà fuoco, in manette 47enne già condannato per omicidio
I Carabinieri bloccano un uomo di 47 anni a Cinisello Balsamo dopo l'aggressione mortale al genitore di 73 anni e il tentativo di rogo nell'appartamento. L'aggressore, affetto da gravi patologie psichiche e sottoposto a libertà vigilata, era già stato recluso in una Rems per aver tolto la vita a un anziano nel 2017.
Quello che inizialmente sembrava l'intervento della pattuglia per un incendio in un appartamento si è trasformato nella scoperta di un brutale parricidio. L'allarme è scattato all'interno di un'abitazione situata a Cinisello Balsamo, nell'hinterland di Milano, dove i Carabinieri della locale stazione sono accorsi a seguito delle segnalazioni sul fumo che fuoriusciva dall'immobile.
Giunti sul posto, i militari dell'Arma si sono trovati di fronte a uno scenario agghiacciante, dovendo utilizzare gli estintori in dotazione per tentare di contenere il fuoco in attesa dell'arrivo dei Vigili del Fuoco.
All'interno delle mura domestiche si era appena consumato il delitto: un uomo di 47 anni affetto da accertati disturbi della personalità ha aggredito il padre settantatreenne colpendolo ripetutamente con un oggetto contundente, identificato dagli investigatori in un martello. Successivamente, stando ai primi rilievi effettuati dagli specialisti, il quarantasettenne ha cosparso il corpo esanime del genitore con della sostanza infiammabile, appiccando l'incendio nel tentativo di distruggere le tracce del reato.
L'aggressore è stato immediatamente fermato e tratto in arresto dalle forze dell'ordine, mentre il magistrato della Procura di Monza ha assunto la direzione delle indagini, disponendo i rilievi tecnici affidati alla Sezione Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Milano e al medico legale per chiarire la dinamica esatta del decesso.
Al momento, l'indagato si trova piantonato in una struttura ospedaliera a disposizione dell'autorità giudiziaria brianzola.
La ricostruzione del passato del quarantasettenne ha fatto emergere una lunga scia di violenze e una spiccata pericolosità sociale, legata alla sua instabilità mentale. L'uomo si trovava infatti in regime di libertà vigilata a causa di un precedente di omicidio preterintenzionale risalente al 2017. In quella circostanza, all'esterno di un esercizio pubblico, aveva percosso un anziano causandone la caduta al suolo; la vittima era poi morta dopo due settimane di agonia in ospedale a causa del forte trauma cranico riportato.
Per quel tragico episodio, la giustizia lo aveva riconosciuto totalmente incapace di intendere e di volere, commutando la sanzione detentiva in un percorso di cura di panificazione quinquennale all'interno di una Rems, le strutture sanitarie che hanno sostituito i vecchi manicomi criminali.
L'escalation di aggressività intrafamiliare aveva registrato un ulteriore e recente campanello d'allarme soltanto dieci giorni prima del parricidio. Il quarantasettenne era stato infatti denunciato a piede libero per il reato di lesioni dolose dopo aver aggredito l'allora compagno della madre, in un episodio di violenza consumatosi sempre all'interno della medesima abitazione del comune milanese.
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