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  • Roma - Mercoledì 14 Ottobre 2026, 15:50

Via libera dal Cdm al nuovo Codice della strada: sanzioni riviste, stretta su assicurazioni e monopattini

Il provvedimento voluto dal ministro Salvini riduce i minimi edittali delle multe, dimezza i tempi di notifica per i Comuni e introduce lo stop alle carte d'identità e patenti fisiche. Critico il Codacons: "Servono più controlli, ridurre gli importi non aiuta la prevenzione".

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Il Consiglio dei Ministri ha licenziato il nuovo Codice della strada, un provvedimento articolato che interviene su sanzioni amministrative, notifiche, documenti di guida e sicurezza dei veicoli a due e quattro ruote.

L'intervento, sviluppato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a seguito di un ampio confronto con categorie e tecnici, mira a bilanciare la funzione deterrente delle sanzioni ed evitare intenti vessatori nei confronti degli automobilisti, inasprendo contestualmente le misure contro le violazioni più gravi.

Tra le principali novità figura la revisione al ribasso degli importi delle sanzioni amministrative: oltre alla sospensione del meccanismo di adeguamento automatico all'inflazione per il biennio, i minimi edittali più diffusi da 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre i tagli da 83 e 87 euro vengono unificati a 80 euro.

Sul fronte della digitalizzazione cade l'obbligo di portare a bordo del veicolo i documenti cartacei di guida e di circolazione, i cui estremi saranno direttamente verificati via telematici dagli organi di polizia. Per la notifica dei verbali relativi alle infrazioni rilevate da remoto senza contestazione immediata, i Comuni vedranno contrarsi i tempi a disposizione dagli attuali 90 a 45 giorni.

Stretta rigorosa sulla circolazione priva di copertura assicurativa, per la quale scatta il divieto di circolazione a tempo indeterminato, estendendo l'obbligo di sottoscrivere polizze secondo la normativa italiana anche ai veicoli con targa estera che circolano sul territorio nazionale per oltre 30 giorni e attivando procedure di riscossione coattiva per gli utenti stranieri inadempienti.

In materia di micro-mobilità e due ruote, viene introdotto l'obbligo di casco e contrassegno per i cicli a propulsione utilizzati dai rider per le consegne e il divieto di intralcio o pericolo per i pedoni a carico dei monopattini elettrici, mentre i motociclisti potranno impiegare la corsia di emergenza autostradale in caso di rallentamenti o incidenti.

Per quanto concerne i mezzi pesanti e il trasporto collettivo, il limite anagrafico per il possesso delle patenti del gruppo 2 (C e D) sale da 68 a 70 anni previa verifica biennale.

Viene inoltre semplificata la gestione del Contrassegno unificato disabili europeo (Cude) tramite l'adesione obbligatoria di tutti i Comuni alla piattaforma nazionale, pena il divieto di utilizzo dei dispositivi di rilevazione remota nelle Ztl e sulle soste riservate, ed è stata introdotta la facoltà di richiedere targhe personalizzate alfanumeriche o storiche riproduttive dell'epoca di costruzione del mezzo.

Il testo finale licenziato dall'esecutivo non comprende l'ipotesi di conseguire la patente B a 17 anni nè l'ipotesi di sanzionare i pedoni intenti a utilizzare lo smartphone durante l'attraversamento pedonale, entrambe depurate dal testo su indicazione del ministro Salvini per focalizzare le misure sui comportamenti di guida maggiormente rischiosi. Tra questi figurano le sanzioni per la manomissione e il truccaggio delle minicar per il superamento del limite dei 45 km/h, che comporteranno, oltre alla multa e al fermo, il divieto di circolazione del mezzo per 30 giorni.

Critica la valutazione del Codacons sull'impianto complessivo della riforma: "La riduzione generalizzata degli importi delle multe stradali di certo non spingerà gli automobilisti a prestare più attenzione alle regole, ma più in generale le novità del Codice della strada appaiono più come fumo negli occhi che come reali interventi in favore degli utenti delle strade e della sicurezza".

L'associazione dei consumatori ha evidenziato come "in assenza di controlli sul territorio qualsiasi nuova disposizione rimane sulla carta e non produce alcun effetto concreto: basti pensare all’esperienza dei monopattini, con le regole su casco, divieti di circolazione, divieto di trasportare passeggeri, limiti di velocità, costantemente violate nel nostro Paese", concludendo che "ciò che davvero serve non è cambiare le norme del Codice della strada, ma ottenere il rispetto di quelle che già esistono, prevedendo controlli a tappeto contro i trasgressori e lottando contro il far west stradale che caratterizza le nostre città".

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