
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 13 Ottobre 2026, 14:15
Via libera della Camera alla risoluzione sullo scostamento di bilancio: 219 i sì, 110 no
L'Aula di Montecitorio approva il testo della maggioranza per finanziare investimenti e potere d'acquisto, respingendo le opposizioni. Il ministro Giorgetti: "Passo consapevole dalla linea di prudenza, ma ci sono nuvoloni all'orizzonte".
L'Aula della Camera ha approvato a maggioranza la risoluzione presentata dai partiti di centrodestra sullo scostamento di bilancio, registrando 219 voti favorevoli e 110 contrari.
Il documento impegna l'esecutivo ad attuare le indicazioni contenute nella relazione allegata al Documento programmatico di finanza pubblica 2026, mettendo al centro gli investimenti e "tutte le azioni per consentire il finanziamento di misure volte a tutelare il potere di acquisto delle famiglie, nel rispetto degli obiettivi di crescita della spesa netta delle amministrazioni pubbliche".
Con il voto della Camera sono state dichiarate precluse le proposte di risoluzione presentate dalle forze d'opposizione.
L'approvazione è stata accompagnata dall'intervento in Aula del ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, che ha difeso la scelta di attivare la clausola di salvaguardia per settori strategici quali la difesa e l'energia. "È un passo consapevole di scostamento rispetto alla linea di prudenza che ho richiamato", ha spiegato il titolare del Mef davanti all'emiciclo, ricordando che i margini richiesti rappresentano "qualcosa che la Commissione riconosce e che i mercati hanno riconosciuto sostenibile in un percorso di sostenibilità della finanza del debito pubblico italiano".
Analizzando lo scenario macroeconomico internazionale, Giorgetti ha giustificato la manovra parlando della necessità di mettere in sicurezza i conti dello Stato: "Programmare soprattutto a tre anni in situazioni di grande turbolenza è assai complicato e gli aggiornamenti, come dimostrano le rilevazioni del Fmi, sono settimanali, per cui la decisione fondamentale che sottende ai nostri ragionamenti è che quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell'imbarcazione ed è quello che abbiamo cercato di fare".
Un'impostazione d'emergenza ma inserita in un quadro strutturale: "Questa rotta riteniamo di doverla confermare in un momento come questo in cui si annunciano nuvoloni all'orizzonte e questo documento risponde a questa impronta e mira a rispettare il sentiero di consolidamento della finanza e punta a rispettare i target fissati dalla nuova governance europea e se le condizioni lo consentiranno sarà possibile l'uscita dalla procedura a primavera".
Il dibattito parlamentare non ha risparmiato momenti di scontro politico né obiezioni di merito sui saldi di finanza pubblica. Alle critiche dell'opposizione sull'affluenza ridotta nelle prime fasi della seduta, il ministro ha replicato con ironia ai cronisti ricordando come "molti abbiano partecipato alle riunioni delle commissioni", chiosando poi con una battuta sulle abitudini d'Aula: "Eh, questi non vogliono lavorare di lunedì, ma mi sembra che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia".
Duri i commenti giunti dai banchi della minoranza, a partire dalla deputata del Pd Cecilia Guerra, che ha espresso "solidarietà al ministro Giorgetti che ha parlato di fronte ad un'Aula vuota, non si è mai visto in un passaggio così significativo che nessuno si presenti. È stato abbandonato totalmente dalla sua maggioranza", definendo il testo "un documento vuoto che fotografa in modo impietoso il fallimento di questo governo".
Dai banchi del Senato — dove l'analoga risoluzione sullo scostamento ha ottenuto il via libera con 109 voti favorevoli — il vicepresidente del gruppo Pd Antonio Nicita ha contestato l'efficacia delle misure prefigurate: "Quello che questo documento dice è: indebitiamoci, senza spiegare assolutamente il perché, ma semplicemente per liberare risorse che servono per la campagna elettorale. Si chiede di votare un indebitamento che, secondo le stime, porterebbe nel biennio 2027-28 a una crescita del Pil pari a circa uno 0,1%".
Preoccupazioni sulla tenuta del debito sono giunte anche dal senatore a vita Mario Monti, che ha annunciato il suo voto contrario evocando scenari internazionali complessi: "Io voterò contro lo scostamento di bilancio e la ragione è semplice: il mondo è entrato in una fase che si chiamerà crisi del debito pubblico mondiale, qualcosa di più grave di quello che abbiamo vissuto con la crisi italiana del debito pubblico. Oggi le difficoltà finanziarie nascono molto più in alto nella gerarchia storica dei paesi. Gli Stati Uniti sono il primo responsabile e nell'Unione europea la Francia oggi è il più colpito. Ecco, quindi stiamo molto molto attenti nella gestione del debito".
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