
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 8 Maggio 2026
Vino, Uiv sull'incertezza dazi: "E' un danno che si aggiunge al danno"
Lamberto Frescobaldi commenta le minacce di Donald Trump e la crisi dell’export negli Stati Uniti. I dazi mettono in ginocchio non solo le cantine italiane, ma l'intera rete commerciale americana, dai distributori alla ristorazione.
La situazione commerciale tra Italia e Stati Uniti si fa sempre più tesa, trascinando il settore vitivinicolo in un clima di profonda instabilità.
“In materia di dazi americani, le recenti minacce e bocciature amplificano l’incertezza: per le imprese è un danno che si aggiunge al danno. La speranza per gli imprenditori del vino è poter ridurre, per quanto possibile, l’indeterminatezza attraverso la ratifica l’accordo di Turnberry, ben consapevoli che comunque non faremo festa per questo”. Con queste parole il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi, ha analizzato gli effetti della bocciatura della Corte del Commercio internazionale dei nuovi dazi globali e le scadenze imposte da Donald Trump per il rispetto dell’intesa siglata in Scozia la scorsa estate.
Secondo l'analisi di Uiv, le barriere doganali non stanno colpendo solo i produttori italiani, ma hanno messo in ginocchio l’intera rete commerciale d'oltreoceano.
La United States Wine Trade Alliance ha infatti rilevato un “danno reale, diffuso e sostenuto da aziende americane lungo tutta la filiera del vino, con un calo delle vendite tra il 5% e il 15% o anche superiore”.
Gli effetti di questa crisi sono tangibili anche nella ristorazione, dove si registra una drastica “riduzione del portafoglio”: i menu statunitensi propongono oggi il 37% in meno di etichette di vino bianco e il 26% in meno di rosso rispetto ai periodi precedenti.
I dati forniti dall’Osservatorio Uiv fotografano un calo drammatico per il Made in Italy, con l'export che nel 2025 ha perso il 9,2%, pari a 178 milioni di euro, sprofondando a un -23% nell’ultimo semestre dell'anno scorso.
Il primo trimestre del 2026 ha confermato il trend negativo chiudendo con un gap di 105 milioni di euro, segnando il peggiore avvio d’anno dal 2022. Nonostante nove mesi consecutivi di perdite, le previsioni per il mese di aprile lasciano intravedere una timida inversione di tendenza con una leggera risalita dei valori di vendita.
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