A Cecilia La Rosa il “Sanremo Music Awards 2026”, parole della poetessa Ilda Tripodi

Colori e successi calabresi anche al Festival di Sanremo, dove la cantautrice Cecilia Larosa ha ricevuto il “Sanremo Music Awards” per un disco scritto con la poetessa reggina Ilda Tripodi.

di Pino Nano
Venerdì 06 Marzo 2026
Roma - 06 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Colori e successi calabresi anche al Festival di Sanremo, dove la cantautrice Cecilia Larosa ha ricevuto il “Sanremo Music Awards” per un disco scritto con la poetessa reggina Ilda Tripodi.

A ricevere questo riconoscimento sono ogni anno “quanti tra i giovani artisti emergenti si sono distinti nell’arco del 2025 per attività artistiche di grande interesse legate alla musica e all’arte”. Cecilia Larosa ha appena lanciato il suo nuovo singolo -disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali- “Duci amuri meu”, un brano scritto dalla stessa Cecilia Larosa insieme alla poetessa calabrese Ilda Tripodi, musica di Cecilia Larosa e Piero Cassano, che ha curato anche la produzione artistica.

Il brano – si legge sulla cover del disco- nasce dall’incontro tra musica e poesia ed è ispirato al mito di Orfeo ed Euridice, reinterpretato come metafora di un amore che oscilla tra desiderio e distanza, dolcezza e condanna. Nei fatti, con “Duci amuri meu”, la cantautrice torna alle sue radici linguistiche e culturali: italiano e calabrese si intrecciano in una ballata intensa, sospesa tra mito e memoria. La voce della cantautrice attraversa immagini potenti — Euridice che implora di essere guardata, mentre invita Orfeo a non voltarsi, un profumo che resta sulla pelle, un’ultima carezza — evocando un sentimento viscerale, primordiale.

Nel corso della sua carriera, Cecilia La Rosa si esibisce in importanti contesti live: il 2 agosto 2024 apre il concerto di Loredana Bertè, in occasione dell’Indigeno Fest di Messina, e il giorno successivo, il 3 agosto, quello di Vasco Brondi, al Teatro Greco di Tindari. Nello stesso anno pubblica i singoli “Il meglio che ho di te”, “Fermati un istante”, “Il Volo di Chagall” e “Cambia il mondo”, brani in cui racconta sé stessa con autenticità, svelando le molteplici sfumature della sua identità artistica. Ha inoltre aperto nell’ultimo anno numerosi concerti dei Matia Bazar, dei Ricchi e Poveri, di Lorenzo Fragola e dei concerti dei Tiromancino, esibendosi in duetto con Federico Zampaglione. Il 9 maggio pubblica il singolo “Indelebile”.

“Sono nata in Calabria, a Locri, e sono cresciuta a Vibo Valentia, entrambe due importanti centri culturali della Magna Grecia. Le mie radici affondano in questa terra, rappresentando una parte profonda e viva della mia identità – racconta Cecilia Larosa – Duci amuri meu nasce dal desiderio di rievocare immagini, sensazioni ed emozioni che custodisco da sempre. Il mito di Orfeo ed Euridice mi accompagna fin da bambina e, in questo brano, ho provato a dare voce ai sentimenti di Euridice. Durante la scrittura ho scoperto che la mia terra era anticamente legata al culto di Persefone: un elemento che ha rafforzato il legame tra questa storia, la mia terra e la mia interiorità”.

Cecilia Larosa – lo racconta lei stessa- si avvicina alla musica fin da bambina, coltivando una passione profonda per il canto e per il pianoforte, che inizia a studiare all’età di otto anni. Crescendo, trova ispirazione in voci intense e potenti come quelle di Celine Dion, Whitney Houston, Giorgia, Elisa e Adele, che influenzano il suo stile e la spingono a esplorare la propria espressività vocale.

Il suo percorso musicale si sviluppa inizialmente nei cori scolastici e parrocchiali, contesti nei quali affina sensibilità e capacità di condivisione. A quattordici anni inizia a studiare canto con lezioni private, mentre prosegue parallelamente gli studi di pianoforte presso il Conservatorio di Vibo Valentia. In questi anni partecipa a concorsi canori e si esibisce dal vivo, facendo esperienza sul palco e consolidando la propria identità artistica. Nel 2021 consegue la laurea in Canto Jazz presso il Conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia, continuando poi la sua formazione in canto pop-rock al Conservatorio “S. Giacomantonio” di Cosenza, dove si sta specializzando in Canto Pop-Rock.

La sua crescita professionale è arricchita da masterclass e stage dedicati alla performance e alla scrittura musicale. “Tra le esperienze più significative- si legge in una nota della sua casa di produzione-, la docenza in qualità di volontaria di pianoforte e canto presso un’associazione che le permette di entrare in contatto costante con numerosi bambini, affidando ad ognuno di loro le sue capacità comunicative ed espressive. L’esperienza le permette di sperimentare il potere educativo e trasformativo della musica, portandola a scrivere le sue prime canzoni e dando così inizio al suo percorso artistico come cantautrice”.

Il testo della sua ultima cover è scritto dalla poetessa reggina Ilda Tripodi, famosissima in Calabria per la sua capacità di scrittura e per la bellezza dei suoi saggi. Giornalista di grande appeal Ilda Tripodi oggi conduce un programma culturale di grande successo, Touché, in onda su Reggio TV, la televisione di Eduardo Lamberti Castronuovo, un format di grandi ascolti ideato da leei insieme a Orsola Toscano e il regista Domenico Caruso, e nel corso del quale Ilda compie una sorta di “prova di narrazione della storia culturale contemporanea italiana” intervistando intellettuali e studiosi che con la loro professionalità, con il loro impegno sociale, artistico e creativo offrono un contributo fondamentale al paese. Una sfida culturale -lei la chiama così- che Eduardo Lamberti Castronovo ha accettato immediatamente, senza se e senza ma- e che oggi è una delle pagine più seguite della televisione reggina. Ma non solo poesia e mondo della scuola.

Un giorno nella sua vita arriva anche il Rhegium Juli, di cui Ilda Tripodi diventa anima corpo e visione. Ilda fa il suo primo ingresso in questa sorta di “cenacolo” della letteratura meridionale di stanza a Reggio Calabria all’età di sedici anni. Ilda Tripodi oggi è punto di riferimento della cultura reggina. È componente di giuria del Premio Inedito Rhegium Julii, del Premio Giovani Rhegium Julii e del Concorso artistico-letterario e multimediale per l’assegnazione di una Borsa di Studio intitolata alla memoria del magistrato calabrese Antonino Scopelliti, concorso patrocinato dal Ministero dell’Istruzione.  Il suo esordio in poesia avviene nel 2007 con la silloge “L’anima gioca”, la casa editrice Città del Sole è quella di Franco Arcidiaco, la prefazione del grande Walter Mauro che di lei scrive queste cose: “Sfilano così davanti agli occhi del lettore partecipe le sequenze di immagini, di ribellioni e di abbandoni che fanno di questa silloge un tessuto di forte spessore umano, civile e soprattutto interiore”.

Due donne insomma di grande fascino, una vera forza della natura.


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